Questo studio ha consentito di caratterizzare le acque superficiali e di falda nel territorio compreso nel Foglio 549 Muravera, oggetto dello studio geochimico del Progetto GEOBASI. Nel periodo aprile-giugno 2005 sono stati prelevati 103 campioni d’acqua superficiale e 23 campioni di acqua di falda in cui sono stati determinati i componenti ionici principali, in tracce ed in ultra-tracce e i rapporti isotopici di idrogeno, ossigeno e stronzio; nelle acque di falda sono inoltre stati analizzati i gas disciolti. Nell’area considerata non si conoscono acquiferi importanti e i dati sulla composizione isotopica, chimica e gassosa delle acque sotterranee studiate, indicano una provenienza da falde acquifere di estensione limitata e poco profonda, con modesti contributi delle acque sotterranee all’alimentazione dei corsi d’acqua superficiali. Processi d’ingressione marina sono stati individuati nel settore della foce del Flumendosa e nella piana di Muravera. Le acque superficiali e quelle sotterranee poco evolute hanno composizione cloruro- sodica e bassa salinità (generalmente inferiore a 0.2 g/L) e riflettono il contributo delle acque meteoriche e la marcata influenza dello spray marino nel settore studiato. Le acque più evolute hanno composizione bicarbonato-calcica prevalente e salinità compresa tra 0.3 e 0.6 g/L. La composizione chimica delle acque è spesso influenzata dalla presenza delle numerose mineralizzazioni presenti nel territorio in esame; quando le acque interagiscano con minerali a solfuri, la loro ossidazione comporta l’acquisizione di ioni solfato e metalli con valori del pH da acido a neutro in funzione della capacità tamponante del sistema. Per quanto riguarda i componenti d’interesse ambientale, si osserva che la mobilità di elementi quali Al, Fe, Ni, Co, Cu, Zn, Cd e Pb non è favorita alle condizioni di pH da neutro a leggermente basico osservate nella maggioranza delle acque del territorio. Per gli elementi presenti come ossianioni quali arsenico e antimonio, alte concentrazioni, superiori ai limiti per le acque potabili, sono state misurate sino a distanze di alcuni km dalle aree minerarie. Tra queste, quelle che risultano di maggior rischio per l’ambiente sono quelle di Baccu Locci e di Su Suergiu. Le principali sorgenti di As e Sb sono da ricercare nei materiali di scarto derivati dall’attività mineraria (sterili minerari, fanghi di flottazione e scorie) e talora abbancati lungo i corsi d’acqua superficiali. Si può ragionevolmente assumere che il background per arsenico e antimonio sia elevato nelle acque di questo territorio. In particolare, i valori di arsenico compresi tra 11 e 30 μg/L, sono molto probabilmente prossimi a quelli naturali.

Caratterizzazione idrogeochimica ed isotopica e valutazione della qualità delle acque superficiali e sotterranee campionate nel foglio 549 Muravera

CIDU, ROSA;BIDDAU, RICCARDO;
2008

Abstract

Questo studio ha consentito di caratterizzare le acque superficiali e di falda nel territorio compreso nel Foglio 549 Muravera, oggetto dello studio geochimico del Progetto GEOBASI. Nel periodo aprile-giugno 2005 sono stati prelevati 103 campioni d’acqua superficiale e 23 campioni di acqua di falda in cui sono stati determinati i componenti ionici principali, in tracce ed in ultra-tracce e i rapporti isotopici di idrogeno, ossigeno e stronzio; nelle acque di falda sono inoltre stati analizzati i gas disciolti. Nell’area considerata non si conoscono acquiferi importanti e i dati sulla composizione isotopica, chimica e gassosa delle acque sotterranee studiate, indicano una provenienza da falde acquifere di estensione limitata e poco profonda, con modesti contributi delle acque sotterranee all’alimentazione dei corsi d’acqua superficiali. Processi d’ingressione marina sono stati individuati nel settore della foce del Flumendosa e nella piana di Muravera. Le acque superficiali e quelle sotterranee poco evolute hanno composizione cloruro- sodica e bassa salinità (generalmente inferiore a 0.2 g/L) e riflettono il contributo delle acque meteoriche e la marcata influenza dello spray marino nel settore studiato. Le acque più evolute hanno composizione bicarbonato-calcica prevalente e salinità compresa tra 0.3 e 0.6 g/L. La composizione chimica delle acque è spesso influenzata dalla presenza delle numerose mineralizzazioni presenti nel territorio in esame; quando le acque interagiscano con minerali a solfuri, la loro ossidazione comporta l’acquisizione di ioni solfato e metalli con valori del pH da acido a neutro in funzione della capacità tamponante del sistema. Per quanto riguarda i componenti d’interesse ambientale, si osserva che la mobilità di elementi quali Al, Fe, Ni, Co, Cu, Zn, Cd e Pb non è favorita alle condizioni di pH da neutro a leggermente basico osservate nella maggioranza delle acque del territorio. Per gli elementi presenti come ossianioni quali arsenico e antimonio, alte concentrazioni, superiori ai limiti per le acque potabili, sono state misurate sino a distanze di alcuni km dalle aree minerarie. Tra queste, quelle che risultano di maggior rischio per l’ambiente sono quelle di Baccu Locci e di Su Suergiu. Le principali sorgenti di As e Sb sono da ricercare nei materiali di scarto derivati dall’attività mineraria (sterili minerari, fanghi di flottazione e scorie) e talora abbancati lungo i corsi d’acqua superficiali. Si può ragionevolmente assumere che il background per arsenico e antimonio sia elevato nelle acque di questo territorio. In particolare, i valori di arsenico compresi tra 11 e 30 μg/L, sono molto probabilmente prossimi a quelli naturali.
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