Il volume percorre l'impervio ma esaltante cammino scientifico e intellettuale seguito con fatica,errori e successi da Augusto Tamburini,direttore del nosocomio S.Lazzaro di Reggio Emilia,in anni decisivi per la storia della psichiatria.Tra Ottocento e Novecento,il responsabile di una istituzione manicomiale italiana,con i suoi allievi e colaboratori,ha saputo guardare al folle come al malato e ascoltare la sua sofferenza,e ha cercato di dipanare la matassa aggrovigliata della fisiologia celebrale della malattia mentale.In compagnia dei più geniali e visionari neuropsichiatri dei secoli scorsi,il volume esamina e ricostruisce i tentativi,talvolta sorprendentemente ingenui ma sempre intellettualmente generosi,compiuti al S.Lazzaro di penetrare nel dedalo della mente e di capire il più grande mistero con cui l'uomo si è confrontato.In un serrato dialogo internazionale,che il più delle volte prendeva spunto proprio dagli sfortunati e umili "pazzi" ricoverati nel nosocomio emiliano,si è così consumata la sfida più esaltante:ridare il senno a chi lo ha perso,senza poter contare sull'ippogrifo che aiutò Astolfo a recuperare quello di Orlando sulla luna!

Il dedalo della mente. Augusto Tamburini tra neurofisiologia e psichiatria

BONGIORNO, VINCENZO
2002

Abstract

Il volume percorre l'impervio ma esaltante cammino scientifico e intellettuale seguito con fatica,errori e successi da Augusto Tamburini,direttore del nosocomio S.Lazzaro di Reggio Emilia,in anni decisivi per la storia della psichiatria.Tra Ottocento e Novecento,il responsabile di una istituzione manicomiale italiana,con i suoi allievi e colaboratori,ha saputo guardare al folle come al malato e ascoltare la sua sofferenza,e ha cercato di dipanare la matassa aggrovigliata della fisiologia celebrale della malattia mentale.In compagnia dei più geniali e visionari neuropsichiatri dei secoli scorsi,il volume esamina e ricostruisce i tentativi,talvolta sorprendentemente ingenui ma sempre intellettualmente generosi,compiuti al S.Lazzaro di penetrare nel dedalo della mente e di capire il più grande mistero con cui l'uomo si è confrontato.In un serrato dialogo internazionale,che il più delle volte prendeva spunto proprio dagli sfortunati e umili "pazzi" ricoverati nel nosocomio emiliano,si è così consumata la sfida più esaltante:ridare il senno a chi lo ha perso,senza poter contare sull'ippogrifo che aiutò Astolfo a recuperare quello di Orlando sulla luna!
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