Utopia, ideologia e progetto hanno intrattenuto nel Novecento un rapporto plurimo e complesso mostrando la necessità di una loro mutua interdipendenza. Se dovessimo interrogarci, infatti, sul rapporto che la disciplina del progetto intrattiene con l’utopia e con l’ideologia, dovremmo prendere atto che essa non può fare a meno né dello sguardo critico sull’esistente e dell’immaginazione dell’altro, né. della necessità di prendere posizione, di assumere un punto di vista in merito al raggiungimento di un ordine possibile. In tal senso utopia e progetto sembrerebbero sinonimi, pur con alcune differenze sostanziali: il progetto, in generale, non implica necessariamente un consenso, che si considera già accordato, ma è l’affannosa ricerca di una tecnica; mentre l’utopia realizzabile – ovvero l’idea che non è caratterizzata da una rassegnazione preliminare, ma che matura una strategia che permette di ottenere il cambiamento - ha come fondamento la ricerca del consenso. In altre parole: l’utopia realizzabile precede il progetto. Tutto ciò dimostra che credere in un’utopia e assumere contemporaneamente un punto di vista realistico non è una contraddizione, così come emerge nella storia del Novecento e nella lettura dell’opera di Christian de Portzamparc.

Utopia, ideologia e progetto. Christian de Portzamparc e l’eterotopia de l’âge trois

COCCO, GIOVANNI BATTISTA
2016

Abstract

Utopia, ideologia e progetto hanno intrattenuto nel Novecento un rapporto plurimo e complesso mostrando la necessità di una loro mutua interdipendenza. Se dovessimo interrogarci, infatti, sul rapporto che la disciplina del progetto intrattiene con l’utopia e con l’ideologia, dovremmo prendere atto che essa non può fare a meno né dello sguardo critico sull’esistente e dell’immaginazione dell’altro, né. della necessità di prendere posizione, di assumere un punto di vista in merito al raggiungimento di un ordine possibile. In tal senso utopia e progetto sembrerebbero sinonimi, pur con alcune differenze sostanziali: il progetto, in generale, non implica necessariamente un consenso, che si considera già accordato, ma è l’affannosa ricerca di una tecnica; mentre l’utopia realizzabile – ovvero l’idea che non è caratterizzata da una rassegnazione preliminare, ma che matura una strategia che permette di ottenere il cambiamento - ha come fondamento la ricerca del consenso. In altre parole: l’utopia realizzabile precede il progetto. Tutto ciò dimostra che credere in un’utopia e assumere contemporaneamente un punto di vista realistico non è una contraddizione, così come emerge nella storia del Novecento e nella lettura dell’opera di Christian de Portzamparc.
9788874627899
Utopia, Eterotopia, Urban Design, Christian de Portzamparc
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
UTOPIA E TEORIA_GBCOCCO.pdf

Solo gestori archivio

Tipologia: versione editoriale
Dimensione 4.03 MB
Formato Adobe PDF
4.03 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11584/120018
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact