In questa tesi si vuole dare un contributo allo studio della dinamica litorale e alla conoscenza degli eventi geomorfici, prevalentemente quaternari, che hanno interessato il settore occidentale sardo delle Bocche di Bonifacio, compreso tra Capo Testa e Punta di Li Francesi. In questa indagine a carattere geologico-marino, vengono messi a confronto, aspetti geomorfologici, sedimentologici e mineralogici volti a studiare l'evoluzione dei sedimenti recenti (tardo quaternari) la loro provenienza e dispersione. In particolare, per la prima volta in quest'area, vengono studiati i processi di dinamica litorale con il preciso scopo di definire il regime delle spiagge e conoscere le regole fondamentali che ne condizionano la stabilità e l'equilibrio. Sono stati acquisiti dati inediti necessari per affrontare lo studio sedimentologico e l'analisi del trasporto litoraneo individuando i caratteri geologico-strutturali e i processi morfogenetici (l .s.) che interessano i versanti e la piattaforma superiore. Sono state definite, attraverso rilievi sul campo e tramite l'analisi statistica del moto ondoso, le condizioni meteo-marine attuali che influenzano la dinamica dei litorali. Per ottenere un quadro evolutivo significativo dell'area in esame si è scelto di analizzare l'ambiente continentale e sottomarino nel loro insieme, dagli spartiacque delimitanti l'area in studio fino alla isobata di -55 metri. Dal punto di vista geomorfologico sono state considerate con maggiore attenzione le testimonianze morfologiche e sedimentologiche legate alle variazioni del livello marino nel Pleistocene superiore, che permettono soprattutto di valutare le modificazioni avvenute nella fascia intertidale. Lo studio così impostato si propone di illustrare la geomorfologia dell'area indagata e di dare un contributo alla conoscenza della dinamica litorale valutando l'origine degli apporti di sedimento e le modalità di dispersione. Inoltre ci si propone di individuare i regimi della zona più dinamica delle diverse spiagge sottomarine, il trasporto litorale e la mobilita dei sedimenti sulle coste e sulla piattaforma prossimale. La Sardegna può ritenersi una ottima area campione essendo sottoposta, a parità di composizione mineralogica e tessiturale dei sedimenti che costituiscono alcune spiagge, alle più svariate condizioni meteomarine sia per direzione e intensità che per tipo di ondazione. Da un punto di vista strettamente ambientale, la maggior parte delle spiagge risultano ancora non intaccate da modificazioni antropiche e i corsi d'acqua che vi si immettono mantengono invariati gli apporti ai litorali. Per questi motivi, al fine di approfondire gli studi sulle spiagge generatesi su coste alte, si è scelta come area di studio la Sardegna.

DINAMICA DEI LITORALI E GEOMORFOLOGIA DELLA PIATTAFORMA PROSSIMALE TRA CAPO TESTA E PUNTA DI LI FRANCESI (SARDEGNA SETTENTRIONALE)

DEMURO, SANDRO
1990

Abstract

In questa tesi si vuole dare un contributo allo studio della dinamica litorale e alla conoscenza degli eventi geomorfici, prevalentemente quaternari, che hanno interessato il settore occidentale sardo delle Bocche di Bonifacio, compreso tra Capo Testa e Punta di Li Francesi. In questa indagine a carattere geologico-marino, vengono messi a confronto, aspetti geomorfologici, sedimentologici e mineralogici volti a studiare l'evoluzione dei sedimenti recenti (tardo quaternari) la loro provenienza e dispersione. In particolare, per la prima volta in quest'area, vengono studiati i processi di dinamica litorale con il preciso scopo di definire il regime delle spiagge e conoscere le regole fondamentali che ne condizionano la stabilità e l'equilibrio. Sono stati acquisiti dati inediti necessari per affrontare lo studio sedimentologico e l'analisi del trasporto litoraneo individuando i caratteri geologico-strutturali e i processi morfogenetici (l .s.) che interessano i versanti e la piattaforma superiore. Sono state definite, attraverso rilievi sul campo e tramite l'analisi statistica del moto ondoso, le condizioni meteo-marine attuali che influenzano la dinamica dei litorali. Per ottenere un quadro evolutivo significativo dell'area in esame si è scelto di analizzare l'ambiente continentale e sottomarino nel loro insieme, dagli spartiacque delimitanti l'area in studio fino alla isobata di -55 metri. Dal punto di vista geomorfologico sono state considerate con maggiore attenzione le testimonianze morfologiche e sedimentologiche legate alle variazioni del livello marino nel Pleistocene superiore, che permettono soprattutto di valutare le modificazioni avvenute nella fascia intertidale. Lo studio così impostato si propone di illustrare la geomorfologia dell'area indagata e di dare un contributo alla conoscenza della dinamica litorale valutando l'origine degli apporti di sedimento e le modalità di dispersione. Inoltre ci si propone di individuare i regimi della zona più dinamica delle diverse spiagge sottomarine, il trasporto litorale e la mobilita dei sedimenti sulle coste e sulla piattaforma prossimale. La Sardegna può ritenersi una ottima area campione essendo sottoposta, a parità di composizione mineralogica e tessiturale dei sedimenti che costituiscono alcune spiagge, alle più svariate condizioni meteomarine sia per direzione e intensità che per tipo di ondazione. Da un punto di vista strettamente ambientale, la maggior parte delle spiagge risultano ancora non intaccate da modificazioni antropiche e i corsi d'acqua che vi si immettono mantengono invariati gli apporti ai litorali. Per questi motivi, al fine di approfondire gli studi sulle spiagge generatesi su coste alte, si è scelta come area di studio la Sardegna.
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