Gli esiti del lavoro di ricerca hanno consentito di ricostruire una breve sintesi storica sull’evolversi della figura dell’animatore socio-educativo evidenziando, non sempre con posizioni univoche, come essa sia sotto il profilo teorico che prassico possa sistematizzare il proprio agire professionale all’interno di una prospettiva educativa. In tal senso l’indagine ha consentito di prospettare metodologie, saperi e competenze che ne contraddistinguono l’azione in relazione all’eterogeneità degli interlocutori - dai bambini agli anziani – e dei contesti – da quelli ludico ricreativi a quelli socio-educativi e culturali -. La ricerca attraverso un’indagine empirica, di livello nazionale, ha altresì evidenziato l’eterogeneità delle modalità di formazione di detta figura professionale fino a prospettare un vero e proprio stato di inadeguatezza culturale ed organizzativo che contribuisce in modo significativo all’indeterminatezza e al misconoscimento del profilo culturale e professionale dell’animatore. È così emersa l’esigenza di riqualificarne il ruolo e la funzione affrontando il nodo della formazione, con una consapevolezza differente da quella istituzionalmente veicolata fino ad oggi. Sulla base infatti di una speculazione interessata a comprendere fino in fondo le ragioni della sua presenza e del suo agire sociale si è pervenuti all’evidenza che una professionalità così articolata e complessa non possa che reclamare un percorso formativo e autoformativo altrettanto articolato e complesso sul piano teorico e pratico-operativo e al quale non può che corrispondere un livello di formazione superiore e quindi universitario, del quale nella fase conclusiva della ricerca è stato prospettato un possibile modello.

L'animatore socio-educativo

MURA, ANTONELLO
2004

Abstract

Gli esiti del lavoro di ricerca hanno consentito di ricostruire una breve sintesi storica sull’evolversi della figura dell’animatore socio-educativo evidenziando, non sempre con posizioni univoche, come essa sia sotto il profilo teorico che prassico possa sistematizzare il proprio agire professionale all’interno di una prospettiva educativa. In tal senso l’indagine ha consentito di prospettare metodologie, saperi e competenze che ne contraddistinguono l’azione in relazione all’eterogeneità degli interlocutori - dai bambini agli anziani – e dei contesti – da quelli ludico ricreativi a quelli socio-educativi e culturali -. La ricerca attraverso un’indagine empirica, di livello nazionale, ha altresì evidenziato l’eterogeneità delle modalità di formazione di detta figura professionale fino a prospettare un vero e proprio stato di inadeguatezza culturale ed organizzativo che contribuisce in modo significativo all’indeterminatezza e al misconoscimento del profilo culturale e professionale dell’animatore. È così emersa l’esigenza di riqualificarne il ruolo e la funzione affrontando il nodo della formazione, con una consapevolezza differente da quella istituzionalmente veicolata fino ad oggi. Sulla base infatti di una speculazione interessata a comprendere fino in fondo le ragioni della sua presenza e del suo agire sociale si è pervenuti all’evidenza che una professionalità così articolata e complessa non possa che reclamare un percorso formativo e autoformativo altrettanto articolato e complesso sul piano teorico e pratico-operativo e al quale non può che corrispondere un livello di formazione superiore e quindi universitario, del quale nella fase conclusiva della ricerca è stato prospettato un possibile modello.
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