Il settore dei fondi pensione del nostro paese ha visto un notevole sviluppo a seguito della ristrutturazione della disciplina fiscale del settore realizzata dalla Legge 335/95, prima, e dal D.LGS. 47/2000, poi, che hanno consentito un parziale avvio del secondo pilastro previdenziale italiano. Rimangono, tuttavia, molti nodi da sciogliere per giungere ad un completo decollo. In primo luogo è ancora mancante una normativa che consenta anche ai dipendenti pubblici di creare i propri fondi pensione negoziali; in secondo luogo ancora sono da risolvere i problemi relativi ad un assetto definitivo dei vantaggi fiscali dei fondi (che rappresentano una leva eccezionale per garantire la convenienza di questa forma di impiego del risparmio rispetto ad altre alternative disponibili sul mercato) e quelli inerenti l’utilizzo del Trattamento di fine rapporto a fini previdenziali. In questo ambito, difatti, il disegno di legge relativo alla delega al Governo in “materia previdenziale, alle misure di sostegno alla previdenza complementare, all’occupazione stabile e al riordino degli enti di previdenza e assistenza obbligatoria” pone alcuni punti fermi improntando le linee guida del sostenimento della previdenza complementare ad un sostanziale utilizzo del TFR in questo senso. Ciò, tuttavia, dovrebbe avvenire senza oneri per le imprese che si vedrebbero sottratta una importante e tradizionale forma di autofinanziamento e per le quali sembra prioritario che l’azione di Governo persegua l’obiettivo di creare delle compensazioni almeno parziali. In questo quadro di riferimento, il volume affronta il tema della gestione finanziaria dei fondi pensione soffermandosi dapprima sulla normativa e sulle deliberazioni Covip inerenti gli investimenti e poi realizzando un’ampia descrizione tecnica della modellistica finanziaria utile per la valutazione e la gestione del rischio finanziario dei fondi a contributi definiti, a prestazioni definite ed a contributi definiti con garanzia di minimo. Sono approfonditi, inoltre, il tema della verifica della performance dei gestori finanziari presentando alcuni indici tradizionali della letteratura scientifica e professionale del settore ed esemplificandone l’applicazione. Questa parte del volume assume importanza alla luce della deliberazione Covip del 18 marzo 2003 che prevede l’obbligo da parte dei fondi di munirsi di organi e strutture (interni o esterni) in grado di effettuare un continuo monitoraggio della gestione finanziaria al fine di valutare i bisogni previdenziali degli aderenti, l’adeguatezza dell’asset allocation, la verifica della rispondenza dei risultati di gestione rispetto agli obiettivi prefissati, il controllo delle disposizioni normative e contrattuali che regolano l’impiego delle risorse finanziarie nonché lo svolgimento delle operazioni connesse alla selezione dei gestori finanziari. Varie applicazioni empiriche, generalmente realizzate su dati di mercato, ed un’ampia sezione statistica completano l’esposizione.

La gestione finanziaria dei fondi pensione

MICOCCI, MARCO;
2004

Abstract

Il settore dei fondi pensione del nostro paese ha visto un notevole sviluppo a seguito della ristrutturazione della disciplina fiscale del settore realizzata dalla Legge 335/95, prima, e dal D.LGS. 47/2000, poi, che hanno consentito un parziale avvio del secondo pilastro previdenziale italiano. Rimangono, tuttavia, molti nodi da sciogliere per giungere ad un completo decollo. In primo luogo è ancora mancante una normativa che consenta anche ai dipendenti pubblici di creare i propri fondi pensione negoziali; in secondo luogo ancora sono da risolvere i problemi relativi ad un assetto definitivo dei vantaggi fiscali dei fondi (che rappresentano una leva eccezionale per garantire la convenienza di questa forma di impiego del risparmio rispetto ad altre alternative disponibili sul mercato) e quelli inerenti l’utilizzo del Trattamento di fine rapporto a fini previdenziali. In questo ambito, difatti, il disegno di legge relativo alla delega al Governo in “materia previdenziale, alle misure di sostegno alla previdenza complementare, all’occupazione stabile e al riordino degli enti di previdenza e assistenza obbligatoria” pone alcuni punti fermi improntando le linee guida del sostenimento della previdenza complementare ad un sostanziale utilizzo del TFR in questo senso. Ciò, tuttavia, dovrebbe avvenire senza oneri per le imprese che si vedrebbero sottratta una importante e tradizionale forma di autofinanziamento e per le quali sembra prioritario che l’azione di Governo persegua l’obiettivo di creare delle compensazioni almeno parziali. In questo quadro di riferimento, il volume affronta il tema della gestione finanziaria dei fondi pensione soffermandosi dapprima sulla normativa e sulle deliberazioni Covip inerenti gli investimenti e poi realizzando un’ampia descrizione tecnica della modellistica finanziaria utile per la valutazione e la gestione del rischio finanziario dei fondi a contributi definiti, a prestazioni definite ed a contributi definiti con garanzia di minimo. Sono approfonditi, inoltre, il tema della verifica della performance dei gestori finanziari presentando alcuni indici tradizionali della letteratura scientifica e professionale del settore ed esemplificandone l’applicazione. Questa parte del volume assume importanza alla luce della deliberazione Covip del 18 marzo 2003 che prevede l’obbligo da parte dei fondi di munirsi di organi e strutture (interni o esterni) in grado di effettuare un continuo monitoraggio della gestione finanziaria al fine di valutare i bisogni previdenziali degli aderenti, l’adeguatezza dell’asset allocation, la verifica della rispondenza dei risultati di gestione rispetto agli obiettivi prefissati, il controllo delle disposizioni normative e contrattuali che regolano l’impiego delle risorse finanziarie nonché lo svolgimento delle operazioni connesse alla selezione dei gestori finanziari. Varie applicazioni empiriche, generalmente realizzate su dati di mercato, ed un’ampia sezione statistica completano l’esposizione.
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