Il saggio si propone d'investigare, grazie all'analisi di documentazione originale e inedita, le vicende dell'economia di guerra in Sardegna attraverso il punto di vista di un'economista e tramite l'analisi delle vicende delle miniere e dei minatori. In generale, è noto che l'economia di guerra assunse un'importanza cruciale durante il primo conflitto mondiale. L'intervento dello Stato nell'economia, in funzione della guerra, suscitò ampi dibattiti, soprattutto tra gli economisti, in particolare tra i fautori del liberismo, e più in generale tra quanti erano espressione del mondo della politica e del lavoro. Se tra gli esponenti della classe dirigente si discusse sull'opportunità di tale intervento e sulle modalità e tempi dello stesso, ampie fasce della popolazionene furono coinvolte loro malgrado. Lontani dai campi di battaglia, ma anche nelle zone di guerra, con notevoli sacrifici, uomini, donne e fanciulli furono chiamati a contribuire allo sviluppo della macchina bellica. Dalla Sardegna partirono alla volta dei campi di guerra grandi quantità di prodotti alimentari e dell'allevamento che privarono la popolazione finanche del minimo necessario alla sopravvivenza. Un numero rilevante di essi fu impiegato nelle estrazioni minerarie subendo in qualità di manodopera operaia forme di sfruttamento ancora più pressanti e opprimenti rispetto a quelle sopportate in tempo di pace.

Economia di guerra in Sardegna (1914-18): osservazioni critiche, trasformazioni congiunturali

DI FELICE, MARIA LUISA
2016

Abstract

Il saggio si propone d'investigare, grazie all'analisi di documentazione originale e inedita, le vicende dell'economia di guerra in Sardegna attraverso il punto di vista di un'economista e tramite l'analisi delle vicende delle miniere e dei minatori. In generale, è noto che l'economia di guerra assunse un'importanza cruciale durante il primo conflitto mondiale. L'intervento dello Stato nell'economia, in funzione della guerra, suscitò ampi dibattiti, soprattutto tra gli economisti, in particolare tra i fautori del liberismo, e più in generale tra quanti erano espressione del mondo della politica e del lavoro. Se tra gli esponenti della classe dirigente si discusse sull'opportunità di tale intervento e sulle modalità e tempi dello stesso, ampie fasce della popolazionene furono coinvolte loro malgrado. Lontani dai campi di battaglia, ma anche nelle zone di guerra, con notevoli sacrifici, uomini, donne e fanciulli furono chiamati a contribuire allo sviluppo della macchina bellica. Dalla Sardegna partirono alla volta dei campi di guerra grandi quantità di prodotti alimentari e dell'allevamento che privarono la popolazione finanche del minimo necessario alla sopravvivenza. Un numero rilevante di essi fu impiegato nelle estrazioni minerarie subendo in qualità di manodopera operaia forme di sfruttamento ancora più pressanti e opprimenti rispetto a quelle sopportate in tempo di pace.
978-88-6202-343-6
Prima guerra mondiale; Economia di guerra; Sardegna
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