Nel contributo si esaminano, alla luce delle elaborazioni dottrinali e della più recente giurisprudenza sul tema, il recesso contemplato dall’art. 1671 c.c. e le numerose problematiche sollevate da tale figura. In particolare, ne vengono evidenziate le note caratterizzanti, sottolineando che l’esercizio di tale potere è assolutamente discrezionale e non necessita di motivazione – così come è ininfluente ai fini del suo esercizio la circostanza che il committente sia eventualmente inadempiente –, non incontra alcun limite, e può aver luogo in qualsiasi momento, anche nel corso dell’esecuzione, fino alla ultimazione dell’opus. Si ricorda, altresì, che la figura è ricondotta alla categoria dei recessi di pentimento; l’efficacia del recesso è subordinata alla ricezione della dichiarazione con la quale il recesso è esercitato; la forma è libera; il relativo potere è trasmissibile mortis causa agli eredi del committente. Si da inoltre atto degli orientamenti dottrinali e giurisprudenziali in tema e, in particolare, sulle seguenti questioni: se l’art. 1671 sia applicabile anche all’appalto di servizi; se sia configurabile un recesso tacito, integrato cioè da un comportamento concludente; se sia ammissibile, con riguardo al medesimo, l’azione surrogatoria da parte dei creditori del committente. Viene altresì esaminata la questione della derogabilità della disciplina dettata dall’art. 1671 c.c., illustrando le tesi in campo e le varie forme nelle quali potrebbero manifestarsi tali deroghe convenzionali. Ci si sofferma poi sui rapporti tra l’esercizio del recesso contemplato dall’art. 1671 c.c. e le domanda di risoluzione per inadempimento e di risarcimento del danno. Si esaminano ancora le delicate questioni degli effetti ricollegabili all’esercizio del recesso in esame nonché della ratio della previsione normativa, illustrando le varie tesi proposte sul punto ed i corollari ricollegabili a ciascuna di esse. Si affrontano altresì le varie questioni poste dall’indennizzo dovuto all’appaltatore, ed in particolare la natura del medesimo, le varie voci che lo compongono ed i criteri per provvedere alla loro liquidazione. Infine, si esamina il diritto di ritenzione riconosciuto all’appaltatore.

Art. 1671 cod. civ. Recesso unilaterale dal contratto

BANDIERA, FRANCO MAURIZIO
2010

Abstract

Nel contributo si esaminano, alla luce delle elaborazioni dottrinali e della più recente giurisprudenza sul tema, il recesso contemplato dall’art. 1671 c.c. e le numerose problematiche sollevate da tale figura. In particolare, ne vengono evidenziate le note caratterizzanti, sottolineando che l’esercizio di tale potere è assolutamente discrezionale e non necessita di motivazione – così come è ininfluente ai fini del suo esercizio la circostanza che il committente sia eventualmente inadempiente –, non incontra alcun limite, e può aver luogo in qualsiasi momento, anche nel corso dell’esecuzione, fino alla ultimazione dell’opus. Si ricorda, altresì, che la figura è ricondotta alla categoria dei recessi di pentimento; l’efficacia del recesso è subordinata alla ricezione della dichiarazione con la quale il recesso è esercitato; la forma è libera; il relativo potere è trasmissibile mortis causa agli eredi del committente. Si da inoltre atto degli orientamenti dottrinali e giurisprudenziali in tema e, in particolare, sulle seguenti questioni: se l’art. 1671 sia applicabile anche all’appalto di servizi; se sia configurabile un recesso tacito, integrato cioè da un comportamento concludente; se sia ammissibile, con riguardo al medesimo, l’azione surrogatoria da parte dei creditori del committente. Viene altresì esaminata la questione della derogabilità della disciplina dettata dall’art. 1671 c.c., illustrando le tesi in campo e le varie forme nelle quali potrebbero manifestarsi tali deroghe convenzionali. Ci si sofferma poi sui rapporti tra l’esercizio del recesso contemplato dall’art. 1671 c.c. e le domanda di risoluzione per inadempimento e di risarcimento del danno. Si esaminano ancora le delicate questioni degli effetti ricollegabili all’esercizio del recesso in esame nonché della ratio della previsione normativa, illustrando le varie tesi proposte sul punto ed i corollari ricollegabili a ciascuna di esse. Si affrontano altresì le varie questioni poste dall’indennizzo dovuto all’appaltatore, ed in particolare la natura del medesimo, le varie voci che lo compongono ed i criteri per provvedere alla loro liquidazione. Infine, si esamina il diritto di ritenzione riconosciuto all’appaltatore.
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