Il saggio prende le mosse da un sondaggio in profondità del tema, assai complesso, articolato e spesso controverso, dello statuto del soggetto nella postmodernità, dopo il sospetto, nella disputa sull’umanesimo che vede contrapporsi posizioni di nichilismo assoluto, che ne decretano la fine, ed altre che, preso atto della crisi dei fondamenti, del fatto di avere di fronte un soggetto non più coeso e autofondato ma plurimo, frammentario, che scopre l’alterità già dentro sé stesso, ne rivendicano, però, la tenuta e la possibilità di costituirsi come identità, sia pure relazionale e non sostanziale. Quanto tutto ciò si riverberi sul piano pedagogico è facile vedere se si pensa che la posta in gioco è l’uomo, cioè il fine stesso su cui la pedagogia poggia, e dunque in gioco è il senso stesso dell’educare. Al fine di mettere bene a fuoco il problema dell’identità, dell’alterità e della differenza come fondativi rispetto al soggetto, il volume procede alla disamina delle filosofie che prendono congedo dal cogito, e in primo luogo dal cogito spezzato, dal processo demistificatore di Nietzsche e non solo del Nietzsche dissacratore e apparentemente antiumanista, ma anche del teorico di una formazione umana fondata sull’alterità, sulla differenza e sulla cura. Il saggio prende in esame tutto quel filone di pensiero che più specificatamente può essere definito dell’alterità , facendo tappa, in particolare, su Levinas e Ricoeur.

Dall'identità come dato alla scoperta dell'alterità

FADDA, RITA
2007-01-01

Abstract

Il saggio prende le mosse da un sondaggio in profondità del tema, assai complesso, articolato e spesso controverso, dello statuto del soggetto nella postmodernità, dopo il sospetto, nella disputa sull’umanesimo che vede contrapporsi posizioni di nichilismo assoluto, che ne decretano la fine, ed altre che, preso atto della crisi dei fondamenti, del fatto di avere di fronte un soggetto non più coeso e autofondato ma plurimo, frammentario, che scopre l’alterità già dentro sé stesso, ne rivendicano, però, la tenuta e la possibilità di costituirsi come identità, sia pure relazionale e non sostanziale. Quanto tutto ciò si riverberi sul piano pedagogico è facile vedere se si pensa che la posta in gioco è l’uomo, cioè il fine stesso su cui la pedagogia poggia, e dunque in gioco è il senso stesso dell’educare. Al fine di mettere bene a fuoco il problema dell’identità, dell’alterità e della differenza come fondativi rispetto al soggetto, il volume procede alla disamina delle filosofie che prendono congedo dal cogito, e in primo luogo dal cogito spezzato, dal processo demistificatore di Nietzsche e non solo del Nietzsche dissacratore e apparentemente antiumanista, ma anche del teorico di una formazione umana fondata sull’alterità, sulla differenza e sulla cura. Il saggio prende in esame tutto quel filone di pensiero che più specificatamente può essere definito dell’alterità , facendo tappa, in particolare, su Levinas e Ricoeur.
2007
978-88-430-4113-8
Alterità; Formazione; Soggetto
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