Nel 2016 la Corte dei Conti Europea ha presentato, a norma dell’art. 287, par. 4, comma secondo, TFUE, una Relazione speciale sullo stato del trasporto di merci su rotaia in ambito comunitario. Ne è emerso uno spaccato impietoso. Nonostante da oltre 25 anni la promozione di metodi di trasporto più efficienti e sostenibili occupi un ruolo di primo piano fra gli obiettivi della Commissione, è stato fatto poco, e con risultati non incoraggianti. La rivitalizzazione del trasporto ferroviario di merci potrebbe contribuire in modo determinante al decongestionamento della rete stradale e soprattutto ridurre drasticamente il numero delle vittime del trasporto. Ciononostante, gli Stati membri continuano a destinare i propri fondi comunitari alle infrastrutture stradali piuttosto che a quelle ferroviarie. Inoltre difficilmente gli investimenti a favore del treno vengono impiegati per rispondere alle esigenze del trasporto di merci. Muovendo dal presupposto che l’allargamento della quota modale del trasporto merci su ferro costituirebbe un essenziale strumento di sviluppo socioeconomico, occorre approfondire le ragioni, storiche, economiche e giuridiche, della sua scarsa appetibilità in ambito comunitario. Dato conto della situazione di mercato in atto e analizzata la disciplina comunitaria in materia di liberalizzazione del relativo mercato, si è cercato di chiarire quali ostacoli abbiano finora impedito la creazione di uno «Spazio ferroviario europeo unico».

La necessità di una vigorosa cura del ferro nel trasporto intracomunitario di merci

Ancis
2018

Abstract

Nel 2016 la Corte dei Conti Europea ha presentato, a norma dell’art. 287, par. 4, comma secondo, TFUE, una Relazione speciale sullo stato del trasporto di merci su rotaia in ambito comunitario. Ne è emerso uno spaccato impietoso. Nonostante da oltre 25 anni la promozione di metodi di trasporto più efficienti e sostenibili occupi un ruolo di primo piano fra gli obiettivi della Commissione, è stato fatto poco, e con risultati non incoraggianti. La rivitalizzazione del trasporto ferroviario di merci potrebbe contribuire in modo determinante al decongestionamento della rete stradale e soprattutto ridurre drasticamente il numero delle vittime del trasporto. Ciononostante, gli Stati membri continuano a destinare i propri fondi comunitari alle infrastrutture stradali piuttosto che a quelle ferroviarie. Inoltre difficilmente gli investimenti a favore del treno vengono impiegati per rispondere alle esigenze del trasporto di merci. Muovendo dal presupposto che l’allargamento della quota modale del trasporto merci su ferro costituirebbe un essenziale strumento di sviluppo socioeconomico, occorre approfondire le ragioni, storiche, economiche e giuridiche, della sua scarsa appetibilità in ambito comunitario. Dato conto della situazione di mercato in atto e analizzata la disciplina comunitaria in materia di liberalizzazione del relativo mercato, si è cercato di chiarire quali ostacoli abbiano finora impedito la creazione di uno «Spazio ferroviario europeo unico».
9788491236047
Unuione Europea - Trasporto - Trasporto Ferroviario - Liberalizzazione
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