L'educazione è un aspetto fondamentale dell'esistenza umana, di cui tutte e tutti facciamo in qualche modo esperienza nella vita. Ne facciamo esperienza, e anche qui potremmo dire pressoché tutte e tutti, situandoci in diversi momenti della nostra vita nell'una o nell'altra delle due posizioni primarie della relazione asimmetrica che l'educazione costituisce e istituisce, l'educatore/trice e l'educando/a. Così ne acquisiamo un sapere, una coscienza più o meno ingenua e diffusa, oggetto di un dibattito non raffinato, non scientifico, (di senso) comune, cui partecipa di fatto la totalità delle persone umane, su cui tutti sentono di avere qualcosa da dire, di essere in grado di esprimere un’opinione personale e spesso di volerlo fare. L'influenza di questo sapere, che è superficiale e approssimativo, rispetto a quanto potrebbe essere elaborato con un approccio scientifico rigoroso, è comunque capillare e pervasiva sulle pratiche quotidiane di tutti coloro che esercitano un ruolo e una funzione educativa, anche se non soprattutto senza essere dei professionisti e degli studiosi accreditati. In questo senso, per conoscere più concretamente le modalità con cui si espleta il fenomeno dell'educazione in una data epoca e contesto, può dimostrarsi significativo e utile anche un lavoro di analisi delle sue rappresentazioni mediatiche, nella consapevolezza di come esse possano essere espressione di un sentire, vivere, concepire e praticare l'educazione che circola nella società e nella cultura. Soccorre in questo orientamento e può fungere da esempio indicativo il risultato di un format televisivo che ha di fatto tematizzato una emergenza educativa particolarmente sentita nei nostri giorni e insieme mostra sia una modalità pratica familiare che una professionale, e la relazione tra esse, dell'esperienza dell'educazione. Il riferimento al programma televisivo SOS Tata e l'esame dei relativi filmati e documenti mette così in evidenza appunto una specificazione peculiare dell'emergenza educativa nell'Italia del terzo millennio e nello stesso tempo delinea una concezione della competenza pedagogica: sono entrambi aspetti che permettono di focalizzare un contributo all'analisi delle dinamiche del fenomeno educazione negli anni Duemila. Questa analisi viene condotta sulla base di alcuni indicatori privilegiati che appaiono nella rappresentazione data dal programma: -le modalità fondamentali dell'esperienza educativa nei contesti familiari protagonisti delle puntate della serie: relazioni tra i diversi attori (padri, madri, figli e figlie) e le problematiche ricorrenti e prioritarie, gli stili educativi, etc.; -le modalità dell'intervento messo in atto dalle figure educative professionali, i tratti che le identificano, le loro competenze, azioni ed attitudini, i loro titoli formativi e qualifiche; -l'interazione fra gli attori protagonisti non professionisti dell'educazione e le suddette figure professionali. Ne emergono fra gli altri i seguenti aspetti: -un quadro rappresentativo dello stato dell'arte della famiglia in Italia e dell'espletamento della funzione educativa in essa; -un sociogramma sui generis delle relazioni fra gli attori coinvolti nell'esperienza dell'educazione; -un'ipotesi identitaria della professionalità educativo-pedagogica, da porsi a confronto con la distinzione sancita a livello normativo e formativo tra educatore professionale socio pedagogico e pedagogista.

SOS Tata: una rappresentazione televisiva dell'emergenza educativa e della competenza pedagogica

Deiana Salvatore
2020-01-01

Abstract

L'educazione è un aspetto fondamentale dell'esistenza umana, di cui tutte e tutti facciamo in qualche modo esperienza nella vita. Ne facciamo esperienza, e anche qui potremmo dire pressoché tutte e tutti, situandoci in diversi momenti della nostra vita nell'una o nell'altra delle due posizioni primarie della relazione asimmetrica che l'educazione costituisce e istituisce, l'educatore/trice e l'educando/a. Così ne acquisiamo un sapere, una coscienza più o meno ingenua e diffusa, oggetto di un dibattito non raffinato, non scientifico, (di senso) comune, cui partecipa di fatto la totalità delle persone umane, su cui tutti sentono di avere qualcosa da dire, di essere in grado di esprimere un’opinione personale e spesso di volerlo fare. L'influenza di questo sapere, che è superficiale e approssimativo, rispetto a quanto potrebbe essere elaborato con un approccio scientifico rigoroso, è comunque capillare e pervasiva sulle pratiche quotidiane di tutti coloro che esercitano un ruolo e una funzione educativa, anche se non soprattutto senza essere dei professionisti e degli studiosi accreditati. In questo senso, per conoscere più concretamente le modalità con cui si espleta il fenomeno dell'educazione in una data epoca e contesto, può dimostrarsi significativo e utile anche un lavoro di analisi delle sue rappresentazioni mediatiche, nella consapevolezza di come esse possano essere espressione di un sentire, vivere, concepire e praticare l'educazione che circola nella società e nella cultura. Soccorre in questo orientamento e può fungere da esempio indicativo il risultato di un format televisivo che ha di fatto tematizzato una emergenza educativa particolarmente sentita nei nostri giorni e insieme mostra sia una modalità pratica familiare che una professionale, e la relazione tra esse, dell'esperienza dell'educazione. Il riferimento al programma televisivo SOS Tata e l'esame dei relativi filmati e documenti mette così in evidenza appunto una specificazione peculiare dell'emergenza educativa nell'Italia del terzo millennio e nello stesso tempo delinea una concezione della competenza pedagogica: sono entrambi aspetti che permettono di focalizzare un contributo all'analisi delle dinamiche del fenomeno educazione negli anni Duemila. Questa analisi viene condotta sulla base di alcuni indicatori privilegiati che appaiono nella rappresentazione data dal programma: -le modalità fondamentali dell'esperienza educativa nei contesti familiari protagonisti delle puntate della serie: relazioni tra i diversi attori (padri, madri, figli e figlie) e le problematiche ricorrenti e prioritarie, gli stili educativi, etc.; -le modalità dell'intervento messo in atto dalle figure educative professionali, i tratti che le identificano, le loro competenze, azioni ed attitudini, i loro titoli formativi e qualifiche; -l'interazione fra gli attori protagonisti non professionisti dell'educazione e le suddette figure professionali. Ne emergono fra gli altri i seguenti aspetti: -un quadro rappresentativo dello stato dell'arte della famiglia in Italia e dell'espletamento della funzione educativa in essa; -un sociogramma sui generis delle relazioni fra gli attori coinvolti nell'esperienza dell'educazione; -un'ipotesi identitaria della professionalità educativo-pedagogica, da porsi a confronto con la distinzione sancita a livello normativo e formativo tra educatore professionale socio pedagogico e pedagogista.
2020
978-88-6760-767-9
Educazione familiare; emergenza educativa; competenza pedagogica; educatore sociopedagogico; pedagogista.;
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11584/382746
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