Nel 1953 Francesco Rodolico (1905-1988) dava alle stampe, per i tipi di Le Monnier di Firenze, un libro destinato a diventare una pietra miliare della storiografia dell’architettura e dei centri urbani: Le pietre delle città d’Italia. Un volume teso a evidenziare come i giacimenti lapidei siano il presupposto geomorfologico dell’architettura e dell’urbanistica, particolarmente nel contesto italiano, e con l’idea di individuare nell’affascinante e sconfinato mondo delle pietre il terreno d’unione tra il paesaggio naturale e quello antropico. A settant’anni esatti dalla prima uscita del volume, poi aggiornato nel 1965, il presente contributo vuole celebrare la ricorrenza con il ricordo e l’attualizzazione di quel messaggio, quindi i riflessi che ha avuto nelle discipline del progetto, del restauro e della conservazione dei monumenti. L’articolo si concentra in particolare sull’apporto offerto dallo studioso nei confronti della Sardegna, terra ricca di peculiari varietà geomorfologiche, capillarmente riflesse nelle sue città e architetture, descritte nel capitolo conclusivo del volume.

La Sardegna nel volume “Le pietre delle città d’Italia” di Francesco Rodolico, a 70 anni dalla prima edizione

stefano mais
2024-01-01

Abstract

Nel 1953 Francesco Rodolico (1905-1988) dava alle stampe, per i tipi di Le Monnier di Firenze, un libro destinato a diventare una pietra miliare della storiografia dell’architettura e dei centri urbani: Le pietre delle città d’Italia. Un volume teso a evidenziare come i giacimenti lapidei siano il presupposto geomorfologico dell’architettura e dell’urbanistica, particolarmente nel contesto italiano, e con l’idea di individuare nell’affascinante e sconfinato mondo delle pietre il terreno d’unione tra il paesaggio naturale e quello antropico. A settant’anni esatti dalla prima uscita del volume, poi aggiornato nel 1965, il presente contributo vuole celebrare la ricorrenza con il ricordo e l’attualizzazione di quel messaggio, quindi i riflessi che ha avuto nelle discipline del progetto, del restauro e della conservazione dei monumenti. L’articolo si concentra in particolare sull’apporto offerto dallo studioso nei confronti della Sardegna, terra ricca di peculiari varietà geomorfologiche, capillarmente riflesse nelle sue città e architetture, descritte nel capitolo conclusivo del volume.
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