Tema centrale della sua musica, spesso ai confini con il teatro e l'istallazione, è l'esame di fenomeni sonori della quotidianità e della natura, osservati per svelarne le potenzialità musicali, riprodotti con tecniche strumentali estese o oggetti sonori. Dopo un'iniziale formazione nelle campo delle arti visive e dopo aver lavorato come regista al Theater am Marienplatz di Krefeld, ha studiato composizione con Mauricio Kagel (v.) alla Musikhochschule di Colonia (1978-84), completando la sua formazione all'Accademia Schloss Solitude di Stoccarda (1990-91) e a Villa Massimo, a Roma (1997). Dal 2015 insegna composizione alla Anton Bruckner Universität di Linz. Influenzata dal teatro strumentale di Kagel, oltre che dalle poesie sonore e dall'arte acustica di Gerhard Rühm (nato nel 1930), ha sviluppato un approccio sperimentale con la composizione, lontano da scuole e tradizioni, anche avanguardistiche, inclusivo di ogni tipo di suono, e sempre molto concerto, guidato dal materiale musicale scelto di volta in volta. La sua musica si appropria dell'ambiente acustico quotidiano, ma staccandolo dal suo contesto semantico, ricombinando suoni e rumori in nuove costellazioni, sviluppando originali processi musicali, creando relazioni insolite tra oggetti e strumenti, creando una sorta di teatro sonoro dagli effetti illusori. In uno dei suoi lavori più radicali, Geräusche (1992), al posto degli strumenti ci sono oggetti di uso comune, azionati da due musicisti seduti a un tavolo. Altrove gli strumenti suono impiegati per imitare i rumori, come in Schraubdichtung (1989) dove la voce elenca una serie di utensili da lavoro e gli strumenti ne imitano i suoni. Le tecniche strumentali estese permettono al suono strumentale di avvicinarsi ai suoni grezzi di oggetti o fenomeni fisici, come dimostrano sbuffi, ticchettii, gocciolamenti di Treibstoff (1995) e Laufwerk (2011), le figure strumentali che mimano giochi fonetici in Keil (2000), le turbolenze di Sog (2013), che ricorre anche a due spazzolini da denti elettrici posizionati sulla tavola armonica del pianoforte. Anche la voce sfrutta, più che il canto, emissioni vocali di tipo quotidiano, come il respiro, la tosse, la risata, tematizzate sempre in piccole scene: nein allein (2000) per cinque voci è un contrappunto fatto solo di esclamazioni e interiezioni; hellhörig (2007) per tre voci e ensemble, è una «Geräuschoper», un'azione immaginaria senza testo o narrazione, dove i cantanti manipolano vari oggetti (una vasca, un aspirapolvere, paralumi, scatole, lattine, palloncini ecc.) e imitano versi di animali; la bocchetta di un aspirapolvere posta accanto alla bocca di un cantante serve anche a ottenere sorprendenti effetti vocali in Vacuum Songs (2017) e in Witten Vakuum (2020)...

Bauckholt, Carola

Gianluigi Mattietti
2025-01-01

Abstract

Tema centrale della sua musica, spesso ai confini con il teatro e l'istallazione, è l'esame di fenomeni sonori della quotidianità e della natura, osservati per svelarne le potenzialità musicali, riprodotti con tecniche strumentali estese o oggetti sonori. Dopo un'iniziale formazione nelle campo delle arti visive e dopo aver lavorato come regista al Theater am Marienplatz di Krefeld, ha studiato composizione con Mauricio Kagel (v.) alla Musikhochschule di Colonia (1978-84), completando la sua formazione all'Accademia Schloss Solitude di Stoccarda (1990-91) e a Villa Massimo, a Roma (1997). Dal 2015 insegna composizione alla Anton Bruckner Universität di Linz. Influenzata dal teatro strumentale di Kagel, oltre che dalle poesie sonore e dall'arte acustica di Gerhard Rühm (nato nel 1930), ha sviluppato un approccio sperimentale con la composizione, lontano da scuole e tradizioni, anche avanguardistiche, inclusivo di ogni tipo di suono, e sempre molto concerto, guidato dal materiale musicale scelto di volta in volta. La sua musica si appropria dell'ambiente acustico quotidiano, ma staccandolo dal suo contesto semantico, ricombinando suoni e rumori in nuove costellazioni, sviluppando originali processi musicali, creando relazioni insolite tra oggetti e strumenti, creando una sorta di teatro sonoro dagli effetti illusori. In uno dei suoi lavori più radicali, Geräusche (1992), al posto degli strumenti ci sono oggetti di uso comune, azionati da due musicisti seduti a un tavolo. Altrove gli strumenti suono impiegati per imitare i rumori, come in Schraubdichtung (1989) dove la voce elenca una serie di utensili da lavoro e gli strumenti ne imitano i suoni. Le tecniche strumentali estese permettono al suono strumentale di avvicinarsi ai suoni grezzi di oggetti o fenomeni fisici, come dimostrano sbuffi, ticchettii, gocciolamenti di Treibstoff (1995) e Laufwerk (2011), le figure strumentali che mimano giochi fonetici in Keil (2000), le turbolenze di Sog (2013), che ricorre anche a due spazzolini da denti elettrici posizionati sulla tavola armonica del pianoforte. Anche la voce sfrutta, più che il canto, emissioni vocali di tipo quotidiano, come il respiro, la tosse, la risata, tematizzate sempre in piccole scene: nein allein (2000) per cinque voci è un contrappunto fatto solo di esclamazioni e interiezioni; hellhörig (2007) per tre voci e ensemble, è una «Geräuschoper», un'azione immaginaria senza testo o narrazione, dove i cantanti manipolano vari oggetti (una vasca, un aspirapolvere, paralumi, scatole, lattine, palloncini ecc.) e imitano versi di animali; la bocchetta di un aspirapolvere posta accanto alla bocca di un cantante serve anche a ottenere sorprendenti effetti vocali in Vacuum Songs (2017) e in Witten Vakuum (2020)...
2025
978-88-12-01204-6
Carola Bauckholt; contemporary music; tecniche strumentali estese; Mauricio Kagel; Gerhard Rühm;
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11584/466645
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