Il lavoro prende spunto da alcuni registri conservati nell’Archivio dell’Opera di S. Maria del Fiore. Si tratta di 5 libri contabili appartenuti a una famiglia di lanaioli e di mercanti pisani del ‘400, i Maschiani, la cui ascesa economica e politica si situa proprio nei decenni successivi alla conquista fiorentina di Pisa, avvenuta nel 1406. Uno dei suddetti registri si è rivelato una fonte di eccezionale importanza, contenendo tutta una serie di informazioni economico-patrimoniali e non solo, relative alla signoria esercitata da Iacopo III Appiani su Piombino, su alcune isole dell’arcipelago toscano e, soprattutto, sullo sfruttamento delle ricche miniere di ferro dell’Elba, sulla commercializzazione del minerale grezzo a Pisa e nel resto della Toscana occidentale. La documentazione conservata all’Opera del duomo fiorentina permette quindi di aprire ampi squarci sul reale funzionamento di un piccolo principato del Rinascimento, sulla sua corte e sulle risorse grazie alle quali poteva prosperare, ma anche sulla storia della siderurgia toscana tra tardo medioevo e prima età moderna.

Gli Appiani, il ferro dell'Elba e la maona di Pisa dei Maschiani

TOGNETTI, SERGIO
2006

Abstract

Il lavoro prende spunto da alcuni registri conservati nell’Archivio dell’Opera di S. Maria del Fiore. Si tratta di 5 libri contabili appartenuti a una famiglia di lanaioli e di mercanti pisani del ‘400, i Maschiani, la cui ascesa economica e politica si situa proprio nei decenni successivi alla conquista fiorentina di Pisa, avvenuta nel 1406. Uno dei suddetti registri si è rivelato una fonte di eccezionale importanza, contenendo tutta una serie di informazioni economico-patrimoniali e non solo, relative alla signoria esercitata da Iacopo III Appiani su Piombino, su alcune isole dell’arcipelago toscano e, soprattutto, sullo sfruttamento delle ricche miniere di ferro dell’Elba, sulla commercializzazione del minerale grezzo a Pisa e nel resto della Toscana occidentale. La documentazione conservata all’Opera del duomo fiorentina permette quindi di aprire ampi squarci sul reale funzionamento di un piccolo principato del Rinascimento, sulla sua corte e sulle risorse grazie alle quali poteva prosperare, ma anche sulla storia della siderurgia toscana tra tardo medioevo e prima età moderna.
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