Il saggio indaga se vi sia spazio per la giustizia nel mondo dei primati non-umani, inaugurando una riflessione comparativa interspecifica, etologica e filosofica. Muovendo dal celebre esperimento di Sarah Brosnan e Frans de Waal sull’avversione all'iniquità nelle scimmie cappuccine, viene indagata la possibilità che certi animali non-umani siano dotati di una capacità axiologica, ossia della capacità di agire alla luce di valori. A partire da questa ipotesi, il saggio propone di distinguere un senso di giustizia egocentrico o autoscopico da un senso di giustizia eteroscopico. Si delinea così un paradigma triadico che articola tre forme di percezione dell'ingiustizia: subita in prima persona, vantaggiosa entro una relazione diadica, e subita da un soggetto terzo non direttamente coinvolto.
La percezione dell’ingiustizia nei primati non-umani. Per un’indagine comparativa interspecifica della giustizia
Giuseppe LoriniPrimo
;Andrea LoiSecondo
2025-01-01
Abstract
Il saggio indaga se vi sia spazio per la giustizia nel mondo dei primati non-umani, inaugurando una riflessione comparativa interspecifica, etologica e filosofica. Muovendo dal celebre esperimento di Sarah Brosnan e Frans de Waal sull’avversione all'iniquità nelle scimmie cappuccine, viene indagata la possibilità che certi animali non-umani siano dotati di una capacità axiologica, ossia della capacità di agire alla luce di valori. A partire da questa ipotesi, il saggio propone di distinguere un senso di giustizia egocentrico o autoscopico da un senso di giustizia eteroscopico. Si delinea così un paradigma triadico che articola tre forme di percezione dell'ingiustizia: subita in prima persona, vantaggiosa entro una relazione diadica, e subita da un soggetto terzo non direttamente coinvolto.| File | Dimensione | Formato | |
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