La crisi climatica ed ecologica contemporanea impone un radicale ripensamento delle categorie attraverso cui analizzare e interpretare il territorio e pianificarne gli usi e le trasformazioni. Il progressivo consumo di suolo, la perdita di biodiversità, l’intensificazione degli effetti del cambiamento climatico e la crescente vulnerabilità dei sistemi urbani rendono, infatti, evidente l’inadeguatezza di approcci settoriali alla pianificazione che, separando la dimensione ambientale da quella economica e sociale, tendono a occuparsi dell’una o dell’altra. Di conseguenza, la sostenibilità non può essere considerata un obiettivo accessorio della pianificazione, ma costituisce il principio ordinatore di una nuova concezione del rapporto tra uomo, natura e territorio. Questa impostazione rappresenta il filo conduttore della monografia di Federico Falasca e Lorena Fiorini, che si inserisce nei più recenti dibattiti internazionali sui servizi ecosistemici nel quadro della governance territoriale, proponendo una riflessione che coniuga rigore scientifico e applicabilità operativa. Sotto il profilo concettuale, il quadro sviluppato da Falasca e Fiorini prende avvio dalle più recenti evoluzioni delle politiche europee e internazionali, e in particolare dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, con il suo insieme di obiettivi e target di sviluppo sostenibile, e dal Regolamento sul ripristino della natura dell’Unione Europea, evidenziando come il passaggio dalla semplice conservazione degli ecosistemi al loro ripristino, al fine di assicurarne la funzionalità e, di conseguenza, l’erogazione dei servizi ecosistemici, rappresenti, per la pianificazione territoriale, uno dei cambiamenti di paradigma più rilevanti degli ultimi decenni.
Prefazione
Sabrina Lai
2026-01-01
Abstract
La crisi climatica ed ecologica contemporanea impone un radicale ripensamento delle categorie attraverso cui analizzare e interpretare il territorio e pianificarne gli usi e le trasformazioni. Il progressivo consumo di suolo, la perdita di biodiversità, l’intensificazione degli effetti del cambiamento climatico e la crescente vulnerabilità dei sistemi urbani rendono, infatti, evidente l’inadeguatezza di approcci settoriali alla pianificazione che, separando la dimensione ambientale da quella economica e sociale, tendono a occuparsi dell’una o dell’altra. Di conseguenza, la sostenibilità non può essere considerata un obiettivo accessorio della pianificazione, ma costituisce il principio ordinatore di una nuova concezione del rapporto tra uomo, natura e territorio. Questa impostazione rappresenta il filo conduttore della monografia di Federico Falasca e Lorena Fiorini, che si inserisce nei più recenti dibattiti internazionali sui servizi ecosistemici nel quadro della governance territoriale, proponendo una riflessione che coniuga rigore scientifico e applicabilità operativa. Sotto il profilo concettuale, il quadro sviluppato da Falasca e Fiorini prende avvio dalle più recenti evoluzioni delle politiche europee e internazionali, e in particolare dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, con il suo insieme di obiettivi e target di sviluppo sostenibile, e dal Regolamento sul ripristino della natura dell’Unione Europea, evidenziando come il passaggio dalla semplice conservazione degli ecosistemi al loro ripristino, al fine di assicurarne la funzionalità e, di conseguenza, l’erogazione dei servizi ecosistemici, rappresenti, per la pianificazione territoriale, uno dei cambiamenti di paradigma più rilevanti degli ultimi decenni.I metadati presenti in IRIS UNICA sono rilasciati con licenza Creative Commons CC0 1.0 Universal, mentre i file delle pubblicazioni sono protetti da diritto d'autore, salvo diversa indicazione.



