Il libro muove dalla necessità di leggere e riconfigurare un’intensa trasformazione avvenuta nella teoria come nell’interpretazione dei fatti artistici: la "conversione" allo spazio, accompagnata da un ripensamento nei modi della geografia contemporanea. Il prisma spaziale viene esaminato nei suoi molteplici riflessi, sia propriamente geografici sia figurati, in forme mobili, capaci di esercitare un influsso produttivo sull’immaginario del presente: dal ruolo strategico delle mappe nelle formulazioni della teoria critica, al valore degli interni in Calvino e Perec; dall’eloquente spazio del silenzio in Bergman e nel pensiero radicale degli anni Sessanta, al cronotopo postmoderno dell’attentato presidenziale, letto nelle varie interpretazioni artistiche, dalle spericolate operazioni parodiche dei Settanta fino a DeLillo e Oliver Stone. Il viaggio critico si conclude su due figurazioni spaziali consolidate e urgenti: un profilo del migrante, traversatore di spazi e confini occidentali, e un ritratto in movimento della città contemporanea e del suo significato per la letteratura.

La percezione narrativa dello spazio. Teorie e rappresentazioni contemporanee

IACOLI, GIULIO
2008

Abstract

Il libro muove dalla necessità di leggere e riconfigurare un’intensa trasformazione avvenuta nella teoria come nell’interpretazione dei fatti artistici: la "conversione" allo spazio, accompagnata da un ripensamento nei modi della geografia contemporanea. Il prisma spaziale viene esaminato nei suoi molteplici riflessi, sia propriamente geografici sia figurati, in forme mobili, capaci di esercitare un influsso produttivo sull’immaginario del presente: dal ruolo strategico delle mappe nelle formulazioni della teoria critica, al valore degli interni in Calvino e Perec; dall’eloquente spazio del silenzio in Bergman e nel pensiero radicale degli anni Sessanta, al cronotopo postmoderno dell’attentato presidenziale, letto nelle varie interpretazioni artistiche, dalle spericolate operazioni parodiche dei Settanta fino a DeLillo e Oliver Stone. Il viaggio critico si conclude su due figurazioni spaziali consolidate e urgenti: un profilo del migrante, traversatore di spazi e confini occidentali, e un ritratto in movimento della città contemporanea e del suo significato per la letteratura.
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