Lo studio concerne la disamina delle principali fonti a stampa e archivistiche relative all’edilizia campana, ad esclusione di quelle relative a Napoli, tra tardo Medioevo e primo Rinascimento, muovendo dalla preliminare consultazione degli inventari delle carte conservate presso gli Archivi di Stato della regione, finora mai sistematicamente indagate, e catalogando quelle attinenti all’arco cronologico in questione. Tale consultazione ha consentito di effettuare un resoconto sul materiale disponibile. Da essa è emersa la conservazione di un cospicuo numero di atti ascrivibili al periodo in esame, imponendo di circoscrivere l’areale geografico su cui soffermarsi. La scelta è ricaduta su Terra di Lavoro, zona scarsamente indagata in maniera metodica, all’interno della quale si sono individuati i centri di maggior rilievo, sia per la cospicuità dell’apparato documentario, sia per l’accertata conservazione di un patrimonio architettonico datato. Tra le tante, una realtà di spiccato interesse è risultata Sessa Aurunca, non solo perché contraddistinta da un tessuto edilizio molto ricco, ascrivibile alla metà del Quattrocento, ma anche perché mancano, in riferimento ad essa, studi dedicati alla coralità edilizia e, ancor più, alle tecniche costruttive tradizionali. La ricognizione documentaria relativa a Sessa, partendo col riordinare la conoscenza pregressa, è consistita nella consultazione degli atti notarili conservati presso l’Archivio di Stato di Caserta, fonte mai indagata fino ad ora. Si tratta, generalmente, di contratti di vendita o testamentari, nonché di capitoli matrimoniali, attraverso cui è stato possibile ricostruire le tipologie di edilizia residenziale più diffuse. Relativamente alle tecniche costruttive adottate nel periodo in esame, gli esiti della ricerca sono stati meno soddisfacenti: esiguo, infatti, è risultato il numero di contratti con mastri fabbricatori. Più ricche invece, sono le notizie riguardanti le tariffe all’epoca applicate nel settore edile.

Fonti per l’edilizia cinquecentesca di Sessa Aurunca

GIANNATTASIO, CATERINA
2003

Abstract

Lo studio concerne la disamina delle principali fonti a stampa e archivistiche relative all’edilizia campana, ad esclusione di quelle relative a Napoli, tra tardo Medioevo e primo Rinascimento, muovendo dalla preliminare consultazione degli inventari delle carte conservate presso gli Archivi di Stato della regione, finora mai sistematicamente indagate, e catalogando quelle attinenti all’arco cronologico in questione. Tale consultazione ha consentito di effettuare un resoconto sul materiale disponibile. Da essa è emersa la conservazione di un cospicuo numero di atti ascrivibili al periodo in esame, imponendo di circoscrivere l’areale geografico su cui soffermarsi. La scelta è ricaduta su Terra di Lavoro, zona scarsamente indagata in maniera metodica, all’interno della quale si sono individuati i centri di maggior rilievo, sia per la cospicuità dell’apparato documentario, sia per l’accertata conservazione di un patrimonio architettonico datato. Tra le tante, una realtà di spiccato interesse è risultata Sessa Aurunca, non solo perché contraddistinta da un tessuto edilizio molto ricco, ascrivibile alla metà del Quattrocento, ma anche perché mancano, in riferimento ad essa, studi dedicati alla coralità edilizia e, ancor più, alle tecniche costruttive tradizionali. La ricognizione documentaria relativa a Sessa, partendo col riordinare la conoscenza pregressa, è consistita nella consultazione degli atti notarili conservati presso l’Archivio di Stato di Caserta, fonte mai indagata fino ad ora. Si tratta, generalmente, di contratti di vendita o testamentari, nonché di capitoli matrimoniali, attraverso cui è stato possibile ricostruire le tipologie di edilizia residenziale più diffuse. Relativamente alle tecniche costruttive adottate nel periodo in esame, gli esiti della ricerca sono stati meno soddisfacenti: esiguo, infatti, è risultato il numero di contratti con mastri fabbricatori. Più ricche invece, sono le notizie riguardanti le tariffe all’epoca applicate nel settore edile.
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