Il castello di Medusa, situato nel comune di Lotzorai (OG) rappresenta una delle più significative testimonianze di età medievale dell’Ogliastra, territorio nel quale fino a tempi abbastanza recenti si è trascurato lo studio storico-archeologico delle fasi postclassiche in favore di una maggiore attenzione alle evidenze di età preistorica e protostorica. Edificato su un colle a poca distanza dal mare, il castello di Medusa si colloca in una posizione strategica presso la foce del Rio Girasole che scorre ai suoi piedi, riproponendo uno schema insediativo ben leggibile anche in altri contesti isolani, a difesa di una vallata fertile nella quale la presenza di un fiume caratterizza, oltre che un vantaggio per quanto riguarda le esigenze agricole, anche una via d’accesso e di penetrazione verso le aree più interne collinari. Tali caratteristiche hanno fatto sì che quest’area fosse assai frequentata già prima dell’edificazione del castello, a giudicare dalla fitta distribuzione in tutta la valle di siti relativi all’età preistorica ma anche ai periodi storici successivi. È nota, infatti, la notizia tratta dall’Itinerario Antoniniano, secondo cui proprio in questa zona dovesse sorgere la città di Sulci orientale, omonima dell’altra più famosa Sulci d’Occidente, l’odierna Sant’Antioco. Vittorio Angius, nel suo Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S. M. il Re di Sardegna, nel 1841 riportava la notizia secondo cui il castello sorgesse sui ruderi di un tempio punico-romano. Non si conosce il periodo di prima edificazione del castello, ancora mai stato oggetto di indagini archeologiche sistematiche, e l’Angius riporta una tradizione locale secondo cui fosse stato costruito da una non meglio identificata regina Medusa, i cui connotati si perdono nel mito. Da una prima analisi documentaria è possibile individuare per il territorio di sua pertinenza un ruolo di non poco interesse all’interno delle vicende politiche e belliche che interessarono tutta la Sardegna in età medievale. Territorio di confine tra il giudicato di Gallura e quello di Calari, di cui era l’appendice più settentrionale, in seguito alla caduta della città di Santa Igia e al disgregamento territorio del giudicato cagliaritano, entrò a far parte dei possedimenti di Giovanni Visconti, giudice gallurese e già in possesso delle curatorie del Sarrabus e di Quirra. La sua posizione periferica concesse all’Ogliastra un certo livello di autonomia, tanto che non è infrequente nei documenti trovare l’indicazione, seppure priva di connotati politico-amministrativi, di Judicatus Ogliastri. Nel 1307 il Comune di Pisa sottrasse l’Ogliastra ai Visconti e la amministrò direttamente attraverso dei camerarii residenti nel Castello di Cagliari. Alla conquista dell’isola da parte delle truppe catalano-aragonesi, i nuovi dominatori si impegnarono subito nell’assicurarsi il controllo del territorio e, nel 1363, unirono il borgo del castello di Medusa alla Contea di Quirra infeudata ai Carroz. Obiettivo dell’intervento è quello di ricostruire, a partire dall’analisi dei documenti disponibili e compiendo una serie di riflessioni sui resti individuabili dell’edificio, le strette connessioni tra il castello di Medusa e il territorio in cui è inserito nelle diverse fasi storico-politiche isolane, con l’intenzione di compiere un primo passo verso una più ampia conoscenza della storia di un territorio certamente di confine ma anche di relazione tra diverse entità politiche, finora trascurato dalle ricerche, ma meritevole di essere valorizzato a vantaggio di una conoscenza storica completa dell’intero Medioevo sardo.

Il castello di Medusa (Lotzorai, OG): primi dati e prospettive di ricerca sull’assetto insediativo dell’Ogliastra (Sardegna orientale) in età medievale

PINNA, FABIO CALOGERO;
2015

Abstract

Il castello di Medusa, situato nel comune di Lotzorai (OG) rappresenta una delle più significative testimonianze di età medievale dell’Ogliastra, territorio nel quale fino a tempi abbastanza recenti si è trascurato lo studio storico-archeologico delle fasi postclassiche in favore di una maggiore attenzione alle evidenze di età preistorica e protostorica. Edificato su un colle a poca distanza dal mare, il castello di Medusa si colloca in una posizione strategica presso la foce del Rio Girasole che scorre ai suoi piedi, riproponendo uno schema insediativo ben leggibile anche in altri contesti isolani, a difesa di una vallata fertile nella quale la presenza di un fiume caratterizza, oltre che un vantaggio per quanto riguarda le esigenze agricole, anche una via d’accesso e di penetrazione verso le aree più interne collinari. Tali caratteristiche hanno fatto sì che quest’area fosse assai frequentata già prima dell’edificazione del castello, a giudicare dalla fitta distribuzione in tutta la valle di siti relativi all’età preistorica ma anche ai periodi storici successivi. È nota, infatti, la notizia tratta dall’Itinerario Antoniniano, secondo cui proprio in questa zona dovesse sorgere la città di Sulci orientale, omonima dell’altra più famosa Sulci d’Occidente, l’odierna Sant’Antioco. Vittorio Angius, nel suo Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S. M. il Re di Sardegna, nel 1841 riportava la notizia secondo cui il castello sorgesse sui ruderi di un tempio punico-romano. Non si conosce il periodo di prima edificazione del castello, ancora mai stato oggetto di indagini archeologiche sistematiche, e l’Angius riporta una tradizione locale secondo cui fosse stato costruito da una non meglio identificata regina Medusa, i cui connotati si perdono nel mito. Da una prima analisi documentaria è possibile individuare per il territorio di sua pertinenza un ruolo di non poco interesse all’interno delle vicende politiche e belliche che interessarono tutta la Sardegna in età medievale. Territorio di confine tra il giudicato di Gallura e quello di Calari, di cui era l’appendice più settentrionale, in seguito alla caduta della città di Santa Igia e al disgregamento territorio del giudicato cagliaritano, entrò a far parte dei possedimenti di Giovanni Visconti, giudice gallurese e già in possesso delle curatorie del Sarrabus e di Quirra. La sua posizione periferica concesse all’Ogliastra un certo livello di autonomia, tanto che non è infrequente nei documenti trovare l’indicazione, seppure priva di connotati politico-amministrativi, di Judicatus Ogliastri. Nel 1307 il Comune di Pisa sottrasse l’Ogliastra ai Visconti e la amministrò direttamente attraverso dei camerarii residenti nel Castello di Cagliari. Alla conquista dell’isola da parte delle truppe catalano-aragonesi, i nuovi dominatori si impegnarono subito nell’assicurarsi il controllo del territorio e, nel 1363, unirono il borgo del castello di Medusa alla Contea di Quirra infeudata ai Carroz. Obiettivo dell’intervento è quello di ricostruire, a partire dall’analisi dei documenti disponibili e compiendo una serie di riflessioni sui resti individuabili dell’edificio, le strette connessioni tra il castello di Medusa e il territorio in cui è inserito nelle diverse fasi storico-politiche isolane, con l’intenzione di compiere un primo passo verso una più ampia conoscenza della storia di un territorio certamente di confine ma anche di relazione tra diverse entità politiche, finora trascurato dalle ricerche, ma meritevole di essere valorizzato a vantaggio di una conoscenza storica completa dell’intero Medioevo sardo.
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