The paper proposes an analysis of the short Lifeline (2002), directed by Víctor Erice. Erice images cinema as “eminent temporal art” because it is capable of containing time materially, incorporating the duration of any fact represented. He also believes that film language is similar to poetry in order to the mutual capacity to speak to the emotional sphere, searching for an intimate dialogue. Lifeline is marked by a fragmented assembly and a system of punctuation that multiply similarities and suggestions existing between different shots, almost as if they were like lines of a poem. The short offers different ideas of time (“primordial”, chronological, working day and relax, historical landmark) which end with intersecting each other.

Il contributo propone un’analisi del cortometraggio Lifeline (2002), diretto da Víctor Erice. Il regista spagnolo considera il cinema un’arte temporale per eccellenza poiché è capace di contenere materialmente il tempo incorporando la durata di qualsiasi fatto rappresentato e ritiene che il linguaggio cinematografico sia affine a quello poetico per la comune capacità di rivolgersi alla sfera emotiva del destinatario, alla ricerca di un dialogo intimo. Lifeline è scandito da un montaggio frammentario e da un sistema di segni di interpunzione che moltiplicano le assonanze e le suggestioni presenti tra le diverse inquadrature, quasi come se queste fossero i versi di un poema. Il cortometraggio propone diverse idee di tempo (tempo “primordiale”, cronologico, quotidiano del lavoro e del riposo, storico) che finiscono con l’intrecciarsi reciprocamente.

Lifeline (2002, Víctor Erice). Un poema cinematografico sul tempo

BRUNI, DAVID
2015

Abstract

Il contributo propone un’analisi del cortometraggio Lifeline (2002), diretto da Víctor Erice. Il regista spagnolo considera il cinema un’arte temporale per eccellenza poiché è capace di contenere materialmente il tempo incorporando la durata di qualsiasi fatto rappresentato e ritiene che il linguaggio cinematografico sia affine a quello poetico per la comune capacità di rivolgersi alla sfera emotiva del destinatario, alla ricerca di un dialogo intimo. Lifeline è scandito da un montaggio frammentario e da un sistema di segni di interpunzione che moltiplicano le assonanze e le suggestioni presenti tra le diverse inquadrature, quasi come se queste fossero i versi di un poema. Il cortometraggio propone diverse idee di tempo (tempo “primordiale”, cronologico, quotidiano del lavoro e del riposo, storico) che finiscono con l’intrecciarsi reciprocamente.
9788860747242
The paper proposes an analysis of the short Lifeline (2002), directed by Víctor Erice. Erice images cinema as “eminent temporal art” because it is capable of containing time materially, incorporating the duration of any fact represented. He also believes that film language is similar to poetry in order to the mutual capacity to speak to the emotional sphere, searching for an intimate dialogue. Lifeline is marked by a fragmented assembly and a system of punctuation that multiply similarities and suggestions existing between different shots, almost as if they were like lines of a poem. The short offers different ideas of time (“primordial”, chronological, working day and relax, historical landmark) which end with intersecting each other.
Cinema, Poesia, Tempo, Poetry, Time
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