More than a particular writing or a particular (travel) of the text, I intend to propose the transposition of an intertext: the intertext of the classical coutly novel. The 13th century saw the repetition of the motives and situations of the classic courtly novel and in particular of the great master, at the beginning of the genre, Chrétien de Troyes. This recovery take place in terms that are on the one hand ironic and at the same time metattextual, on the other hand it refers, more or less patently / latently, to an allegorical reading mode. This means that the values of the "classical courtly" novel are criticized, sometimes in a pungent but never totally corrosive approach, but above all the modes of reception are criticized, which have been abused until the banalization of the original meaning. But above all, these novels point to another type of reception or target, which, as recently proposed by F. Gingras, is no longer the 'knights' but the 'clerics'. Thus – while remaining within the same theme and the same set of motives or in the replication of similar motives - a programmatic reversal of the meanings of departure overcomes, starting with the very meaning of 'adventure': the classic idea of ​​the 'classic courtly' novel, then expired in a mere and mechanical 'ideologeme'. Most importantly, Atre Périlleux and Meraugis de Portlesguez will be examined: the first shows a more apparent ironic-corrosive charge and, at the same time, a less obvious but very precious allegorical value; the second shows an allegoricity at the second degrees.

Più che di una particolare scrittura o di un particolare testo (viaggio del) testo, intenderei proporre la trasposizione di un intertesto: l’intertesto del romanzo cortese classico. Il secolo XIII vede la ripresa di motivi e situazioni proprie del romanzo cortese classico e in particolare del grande maestro e iniziatore del genere, Chrétien de Troyes. Tali riprese avvengono in termini che sono da un lato ironici e allo stesso tempo metatestuali, dall’altro rimandano, in modo più o meno patente/latente, a una modalità allegorica di lettura. Ciò significa sia che vengono messe sotto una mira critica, talvolta anche pungente ma mai totalmente corrosiva, i valori che il romanzo “cortese classico” veicolava, ma soprattutto le modalità di ricezione, ormai abusata fino alla banalizzazione del significato originario. Ma soprattutto questi romanzi puntano su un’altra tipologia di ricezione o di target, che – come ha, recentemente, ben proposto F. Gingras – non è più quello dei ‘cavalieri’, ma quello dei ‘chierici’. Ne risulta allora – pur rimanendo all’interno della medesima tematica e del medesimo set di motivi o nella riproposizione di motivi analoghi –un programmat(ic)o ribaltamento dei significati di partenza, a partire dal significato medesimo di ‘avventura’, che era l’idea cardine del romanzo ‘cortese classico’, scaduta poi in mero e meccanico ideologema. Saranno esaminati soprattutto l’Atre Périlleux e il Meraugis de Portlesguez: il primo mostra una carica ironico-corrosiva più evidente e, insieme, una meno evidente ma assai pregnante valenza allegorica; il secondo mostra una allegoricità di secondo grado.

Trasposizioni del romanzo cortese: tra allegoria e ironia

VIRDIS, MAURIZIO
2017

Abstract

Più che di una particolare scrittura o di un particolare testo (viaggio del) testo, intenderei proporre la trasposizione di un intertesto: l’intertesto del romanzo cortese classico. Il secolo XIII vede la ripresa di motivi e situazioni proprie del romanzo cortese classico e in particolare del grande maestro e iniziatore del genere, Chrétien de Troyes. Tali riprese avvengono in termini che sono da un lato ironici e allo stesso tempo metatestuali, dall’altro rimandano, in modo più o meno patente/latente, a una modalità allegorica di lettura. Ciò significa sia che vengono messe sotto una mira critica, talvolta anche pungente ma mai totalmente corrosiva, i valori che il romanzo “cortese classico” veicolava, ma soprattutto le modalità di ricezione, ormai abusata fino alla banalizzazione del significato originario. Ma soprattutto questi romanzi puntano su un’altra tipologia di ricezione o di target, che – come ha, recentemente, ben proposto F. Gingras – non è più quello dei ‘cavalieri’, ma quello dei ‘chierici’. Ne risulta allora – pur rimanendo all’interno della medesima tematica e del medesimo set di motivi o nella riproposizione di motivi analoghi –un programmat(ic)o ribaltamento dei significati di partenza, a partire dal significato medesimo di ‘avventura’, che era l’idea cardine del romanzo ‘cortese classico’, scaduta poi in mero e meccanico ideologema. Saranno esaminati soprattutto l’Atre Périlleux e il Meraugis de Portlesguez: il primo mostra una carica ironico-corrosiva più evidente e, insieme, una meno evidente ma assai pregnante valenza allegorica; il secondo mostra una allegoricità di secondo grado.
9788862747714
More than a particular writing or a particular (travel) of the text, I intend to propose the transposition of an intertext: the intertext of the classical coutly novel. The 13th century saw the repetition of the motives and situations of the classic courtly novel and in particular of the great master, at the beginning of the genre, Chrétien de Troyes. This recovery take place in terms that are on the one hand ironic and at the same time metattextual, on the other hand it refers, more or less patently / latently, to an allegorical reading mode. This means that the values of the "classical courtly" novel are criticized, sometimes in a pungent but never totally corrosive approach, but above all the modes of reception are criticized, which have been abused until the banalization of the original meaning. But above all, these novels point to another type of reception or target, which, as recently proposed by F. Gingras, is no longer the 'knights' but the 'clerics'. Thus – while remaining within the same theme and the same set of motives or in the replication of similar motives - a programmatic reversal of the meanings of departure overcomes, starting with the very meaning of 'adventure': the classic idea of ​​the 'classic courtly' novel, then expired in a mere and mechanical 'ideologeme'. Most importantly, Atre Périlleux and Meraugis de Portlesguez will be examined: the first shows a more apparent ironic-corrosive charge and, at the same time, a less obvious but very precious allegorical value; the second shows an allegoricity at the second degrees.
Trasposizioni testuali; Atre Périlleux; Letteratura (post) cortese
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