This Sardinia has an outstanding long-lasting landscape structure: here, rurality and archaeology create a palimpsest which is very strong in its characters but critically exposed to different forms of colonization. The question is: “Can architecture to take care of these places with minimal actions, defining a sustainable intervention model which is compatible with them?”. The contribution illustrates the provisional results of a multi-year research applied to the relationship between sustainable project and historical rural landscapes, under the coordination of DICAAR, framed in a broader regional strategy that aims to reduce the depopulation of the inland areas through the promotion of sustainable economic development and the enhancement of territorial specificities. It concerns rethinking the rural areas as “reservoirs of resilience” against urban concentration, allowing a more balanced relationship with the territory and exploring disciplinary borders consisting of much thought and few resources, whose paradigms become ecology, temporariness, reversibility and sustainability. A form of multifunctional colonization, with a low territorial impact, capable of creating/recreating landscapes which are recognizable and suitable for new uses integrated and related to the conventional and productive ones; a landscape project that draws a regional-scale setting by creating coordinate systems of services that make these uses possible. The project and the construction of small concrete architectures for the activation of the rural space and archaeological landscapes, auto-constructed by students and local communities, becomes expression of a new form of “tactical landscaping”, a resilient thought that makes use of the principle of necessity and the paradigm of renunciation.

La Sardegna possiede una eccezionale struttura paesaggistica di lunga durata: qui ruralità e archeologia articolano un palinsesto fortissimo nei caratteri ma criticamente esposto a differenti forme di colonizzazione. L’interrogativo è: “può concretamente l’architettura prendersi cura di questi luoghi con azioni minime, defnendo un modello di intervento “sostenibile”"”. Il contributo illustra gli esiti provvisori di una ricerca pluriennale applicata al rapporto tra progetto sostenibile e paesaggi rurali storici, in corso di svolgimento sotto il coordinamento del DiCaaR, inquadrata in una strategia regionale più ampia che ha per obiettivo la riduzione dello spopolamento delle aree interne con la promozione dello sviluppo territoriale. Si tratta di ripensare le aree rurali come “serbatoi di resilienza” rispetto alla concentrazione urbana, consentendo un più equilibrato rapporto col territorio e di esplorare una frontiera disciplinare fatta di molto pensiero e poche risorse i cui paradigmi diventano ecologia, provvisorietà, reversibilità, sostenibilità. Una forma di “colonizzazione” temporanea fondata sul paradigma della multifunzionalità dello spazio rurale, a basso impatto sul territorio, in grado di creare/ricreare paesaggi riconoscibili e fruibili con usi nuovi ma integrati e perfettamente assimilati a quelli convenzionali e produttivi; un progetto di paesaggio che disegna un allestimento su scala territoriale creando sistemi coordinati di servizi che rendono possibili questi usi. il progetto e la costruzione di piccole architetture per l’attivazione dello spazio rurale e dei paesaggi archeologici, autocostruite durante una serie di Zorkshop internazionali da studenti di architettura con la partecipazione delle comunità locali, diventa espressione di una nuova forma di “paesaggismo tattico”, di un pensiero resiliente e ambientalmente impegnato che ricorre al principio di necessità e al paradigma della rinuncia.

Strategie per la sostenibilità dei paesaggi della lunga durata:architetture temporanee e autocostruite nello spazio rurale della Sardegna; Strategies for the sustainability of historic landscapes: temporary and auto-constructed architectures in the rural area of Sardinia

Carlo Atzeni
Primo
2018-01-01

Abstract

This Sardinia has an outstanding long-lasting landscape structure: here, rurality and archaeology create a palimpsest which is very strong in its characters but critically exposed to different forms of colonization. The question is: “Can architecture to take care of these places with minimal actions, defining a sustainable intervention model which is compatible with them?”. The contribution illustrates the provisional results of a multi-year research applied to the relationship between sustainable project and historical rural landscapes, under the coordination of DICAAR, framed in a broader regional strategy that aims to reduce the depopulation of the inland areas through the promotion of sustainable economic development and the enhancement of territorial specificities. It concerns rethinking the rural areas as “reservoirs of resilience” against urban concentration, allowing a more balanced relationship with the territory and exploring disciplinary borders consisting of much thought and few resources, whose paradigms become ecology, temporariness, reversibility and sustainability. A form of multifunctional colonization, with a low territorial impact, capable of creating/recreating landscapes which are recognizable and suitable for new uses integrated and related to the conventional and productive ones; a landscape project that draws a regional-scale setting by creating coordinate systems of services that make these uses possible. The project and the construction of small concrete architectures for the activation of the rural space and archaeological landscapes, auto-constructed by students and local communities, becomes expression of a new form of “tactical landscaping”, a resilient thought that makes use of the principle of necessity and the paradigm of renunciation.
2018
978-88-96386-75-0
La Sardegna possiede una eccezionale struttura paesaggistica di lunga durata: qui ruralità e archeologia articolano un palinsesto fortissimo nei caratteri ma criticamente esposto a differenti forme di colonizzazione. L’interrogativo è: “può concretamente l’architettura prendersi cura di questi luoghi con azioni minime, defnendo un modello di intervento “sostenibile”"”. Il contributo illustra gli esiti provvisori di una ricerca pluriennale applicata al rapporto tra progetto sostenibile e paesaggi rurali storici, in corso di svolgimento sotto il coordinamento del DiCaaR, inquadrata in una strategia regionale più ampia che ha per obiettivo la riduzione dello spopolamento delle aree interne con la promozione dello sviluppo territoriale. Si tratta di ripensare le aree rurali come “serbatoi di resilienza” rispetto alla concentrazione urbana, consentendo un più equilibrato rapporto col territorio e di esplorare una frontiera disciplinare fatta di molto pensiero e poche risorse i cui paradigmi diventano ecologia, provvisorietà, reversibilità, sostenibilità. Una forma di “colonizzazione” temporanea fondata sul paradigma della multifunzionalità dello spazio rurale, a basso impatto sul territorio, in grado di creare/ricreare paesaggi riconoscibili e fruibili con usi nuovi ma integrati e perfettamente assimilati a quelli convenzionali e produttivi; un progetto di paesaggio che disegna un allestimento su scala territoriale creando sistemi coordinati di servizi che rendono possibili questi usi. il progetto e la costruzione di piccole architetture per l’attivazione dello spazio rurale e dei paesaggi archeologici, autocostruite durante una serie di Zorkshop internazionali da studenti di architettura con la partecipazione delle comunità locali, diventa espressione di una nuova forma di “paesaggismo tattico”, di un pensiero resiliente e ambientalmente impegnato che ricorre al principio di necessità e al paradigma della rinuncia.
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