Il presente contributo illustra le prime risultanze di una ricognizione condotta sul tutto il territorio nazionale dedicata ai presidi ospedalieri militari, complessi monumentali ancora poco investigati, ma di grande interesse storico-architettonico. Si tratta di un patrimonio molto diversificato, che comprende sia strutture conventuali riconvertite ad uso ospedaliero che complessi immobiliari appositamente progettati ex novo, il cui stato di conservazione varia oggi dal totale abbandono alla completa rifunzionalizzazione. Si ritiene pertanto importante ricostruire lo stato dell’arte di questo patrimonio in termini di analisi del contesto di appartenenza, di acquisizione di consapevolezza circa lo stato di conservazione e d’uso contemporaneo, nonché approfondire la storia dei progetti di riconversione avvenuti nel tempo o tuttora in corso, funzionali a delineare prospettive e linee guida per la tutela e la valorizzazione di queste particolari installazioni miliari italiane. In particolare, l’analisi delle riconversioni già avvenute mette in evidenza gli impatti che le tali azioni hanno avuto sia sulle fabbriche che sul loro contesto urbano, nonché l’efficacia di operazioni di integrazione antico-nuovo messe in campo per rispondere alle esigenze dettate da nuove destinazioni d’uso quali, per esempio, i campus universitari e i poli amministrativi. Tra gli scenari futuri, tuttavia, si delinea anche una terza via, ovvero quella della condivisione “dual-use” degli spazi con il mondo extra militare, soluzione che appare in grado di consentire nuove forme di conservazione dell’identità storica dei complessi, ma anche una plausibile sostenibilità di riuso. Più in generale, infatti, la valorizzazione delle migliaia di immobili di proprietà del Ministero della Difesa mediante dual-use può rappresentare una sfida da raccogliere che, se affrontata con coraggio, impegno e dedizione, può apportare benefici anche alle comunità civili insediate. In questa direzione, lo sguardo di insieme che questo contributo propone rappresenta un tassello imprescindibile della conoscenza di base, presupposto per il riconoscimento d’interesse di queste strutture, ma anche per la loro salvaguardia e valorizzazione come rilevante testimonianza della storia della sanità di cui sono portatrici.

Ospedali Militari in Italia. Permanenze e processi di rifunzionalizzazione

donatella rita fiorino
;
elisa pilia
2021

Abstract

Il presente contributo illustra le prime risultanze di una ricognizione condotta sul tutto il territorio nazionale dedicata ai presidi ospedalieri militari, complessi monumentali ancora poco investigati, ma di grande interesse storico-architettonico. Si tratta di un patrimonio molto diversificato, che comprende sia strutture conventuali riconvertite ad uso ospedaliero che complessi immobiliari appositamente progettati ex novo, il cui stato di conservazione varia oggi dal totale abbandono alla completa rifunzionalizzazione. Si ritiene pertanto importante ricostruire lo stato dell’arte di questo patrimonio in termini di analisi del contesto di appartenenza, di acquisizione di consapevolezza circa lo stato di conservazione e d’uso contemporaneo, nonché approfondire la storia dei progetti di riconversione avvenuti nel tempo o tuttora in corso, funzionali a delineare prospettive e linee guida per la tutela e la valorizzazione di queste particolari installazioni miliari italiane. In particolare, l’analisi delle riconversioni già avvenute mette in evidenza gli impatti che le tali azioni hanno avuto sia sulle fabbriche che sul loro contesto urbano, nonché l’efficacia di operazioni di integrazione antico-nuovo messe in campo per rispondere alle esigenze dettate da nuove destinazioni d’uso quali, per esempio, i campus universitari e i poli amministrativi. Tra gli scenari futuri, tuttavia, si delinea anche una terza via, ovvero quella della condivisione “dual-use” degli spazi con il mondo extra militare, soluzione che appare in grado di consentire nuove forme di conservazione dell’identità storica dei complessi, ma anche una plausibile sostenibilità di riuso. Più in generale, infatti, la valorizzazione delle migliaia di immobili di proprietà del Ministero della Difesa mediante dual-use può rappresentare una sfida da raccogliere che, se affrontata con coraggio, impegno e dedizione, può apportare benefici anche alle comunità civili insediate. In questa direzione, lo sguardo di insieme che questo contributo propone rappresenta un tassello imprescindibile della conoscenza di base, presupposto per il riconoscimento d’interesse di queste strutture, ma anche per la loro salvaguardia e valorizzazione come rilevante testimonianza della storia della sanità di cui sono portatrici.
978-88-916-5082-5
sanità militare; dual-use; valorizzazione
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