In virtù della sua posizione geografica e delle relazioni bilaterali con Russia e Ucraina la Turchia è particolarmente esposta alle violente turbolenze conseguenti all’apertura della nuova fase del conflitto russo-ucraino, inaugurata con l’invasione da parte dell’esercito di Mosca del 24 febbraio 2022. Preoccupata dalla repentina escalation nelle tensioni tra i due Paesi, in crescendo dal 2014 (anno di Euro Maidan e dell’inizio della potenziale disgregazione territoriale dell’Ucraina nelle aree della Crimea e del Donbass), la Turchia ha cercato di ritagliarsi il ruolo del mediatore, in grado di dialogare sia con i due avversari che di fare da tramite tra loro e la NATO – alleanza di cui Ankara è membro. La sua volontà di protagonismo e autonomia strategica, unita al tentativo di ritagliarsi una posizione di equidistanza, si riflette nella ricerca di un punto di equilibrio in questo scenario che non è facile da assumere e da mantenere, ma che può essere l’unica scelta possibile per Ankara. Oltre le contingenze della guerra in Ucraina, infatti, una serie di fattori che affondano le radici più in profondità rispetto al febbraio 2022 concorrono a determinare il peculiare posizionamento della Turchia. Questo articolo mira a ricostruire il collegamento tra quest’ultimo e una serie di fattori storici e geostrategici, ma anche economici e di politica interna, e come questi influiscano nel determinare le scelte compiute dal governo di Ankara in questa crisi.

Le determinanti del posizionamento della Turchia nella crisi ucraina: ruolo, interessi e limiti turchi

Sanna, Carlo
2022-01-01

Abstract

In virtù della sua posizione geografica e delle relazioni bilaterali con Russia e Ucraina la Turchia è particolarmente esposta alle violente turbolenze conseguenti all’apertura della nuova fase del conflitto russo-ucraino, inaugurata con l’invasione da parte dell’esercito di Mosca del 24 febbraio 2022. Preoccupata dalla repentina escalation nelle tensioni tra i due Paesi, in crescendo dal 2014 (anno di Euro Maidan e dell’inizio della potenziale disgregazione territoriale dell’Ucraina nelle aree della Crimea e del Donbass), la Turchia ha cercato di ritagliarsi il ruolo del mediatore, in grado di dialogare sia con i due avversari che di fare da tramite tra loro e la NATO – alleanza di cui Ankara è membro. La sua volontà di protagonismo e autonomia strategica, unita al tentativo di ritagliarsi una posizione di equidistanza, si riflette nella ricerca di un punto di equilibrio in questo scenario che non è facile da assumere e da mantenere, ma che può essere l’unica scelta possibile per Ankara. Oltre le contingenze della guerra in Ucraina, infatti, una serie di fattori che affondano le radici più in profondità rispetto al febbraio 2022 concorrono a determinare il peculiare posizionamento della Turchia. Questo articolo mira a ricostruire il collegamento tra quest’ultimo e una serie di fattori storici e geostrategici, ma anche economici e di politica interna, e come questi influiscano nel determinare le scelte compiute dal governo di Ankara in questa crisi.
2022
9788824327725
Turchia; Ucraina; Russia; Mar Nero; economia; politica; storia
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Estratto 5 - Sanna.pdf

Solo gestori archivio

Tipologia: versione editoriale (VoR)
Dimensione 776.85 kB
Formato Adobe PDF
776.85 kB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11584/352471
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact