Among the historical military infrastructures, hospital wards represent a heritage that is still little studied and protected, despite the high material and immaterial value they carry. A first survey has made it possible to trace the existence of about fifty military nosocomes, distributed throughout the national territory, macroscopically divided into two categories: the hospitals located within conventual structures converted for military use following laws of religious order's suppression (1866-67) and the architectural complexes built ex novo between the end of the nineteenth century and the first half of the twentieth century to host nosocomial functions. Through the study of the latter, it is possible to recognise the affinities and specificities of military hospitals with the more general history of hospital construction. Unfortunately, the historical memory of such complexes has not always been respected in the changes of use. Therefore, it is beneficial to critically re-read the reconversion programmes implemented in Italy over the last twenty years, to raise awareness of future projects towards a greater sensitivity to this particular national history.

Tra le infrastrutture militari storiche, i presidi ospedalieri rappresentano un patrimonio ancora poco studiato e tutelato, nonostante gli alti valori materiali e immateriali di cui sono portatori. Una prima ricognizione ha permesso di rintracciare l’esistenza di circa cinquanta nosocomi militari, distribuiti su tutto il territorio nazionale, acroscopicamente divisibili in due categorie: gli ospedali ubicati all’interno di strutture conventuali riconvertite ad uso militare a seguito delle leggi di soppressione degli ordini e delle congregazioni religiose e contestuale confisca dei relativi beni immobili del 1866-1867 e i complessi architettonici costruiti ex novo tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento per ospitare le funzioni nosocomiali. Attraverso lo studio di questi ultimi è possibile riconoscere le affinità e le specificità dei nosocomi militari rispetto alla più generale storia costruttiva degli ospedali. Purtroppo, non sempre nei cambiamenti d’uso è stata rispettata la memoria storica di tali complessi. Pertanto, è particolarmente utile rileggere criticamente i programmi di riconversione messi in atto in Italia negli ultimi vent’anni, al fine di indirizzare i progetti futuri verso una maggiore sensibilità verso questa particolare storia nazionale.

Ospedali militari in Italia. Tipologie e processi di rifunzionalizzazione

donatella fiorino
2026-01-01

Abstract

Among the historical military infrastructures, hospital wards represent a heritage that is still little studied and protected, despite the high material and immaterial value they carry. A first survey has made it possible to trace the existence of about fifty military nosocomes, distributed throughout the national territory, macroscopically divided into two categories: the hospitals located within conventual structures converted for military use following laws of religious order's suppression (1866-67) and the architectural complexes built ex novo between the end of the nineteenth century and the first half of the twentieth century to host nosocomial functions. Through the study of the latter, it is possible to recognise the affinities and specificities of military hospitals with the more general history of hospital construction. Unfortunately, the historical memory of such complexes has not always been respected in the changes of use. Therefore, it is beneficial to critically re-read the reconversion programmes implemented in Italy over the last twenty years, to raise awareness of future projects towards a greater sensitivity to this particular national history.
2026
978-88-3312-216-8
Tra le infrastrutture militari storiche, i presidi ospedalieri rappresentano un patrimonio ancora poco studiato e tutelato, nonostante gli alti valori materiali e immateriali di cui sono portatori. Una prima ricognizione ha permesso di rintracciare l’esistenza di circa cinquanta nosocomi militari, distribuiti su tutto il territorio nazionale, acroscopicamente divisibili in due categorie: gli ospedali ubicati all’interno di strutture conventuali riconvertite ad uso militare a seguito delle leggi di soppressione degli ordini e delle congregazioni religiose e contestuale confisca dei relativi beni immobili del 1866-1867 e i complessi architettonici costruiti ex novo tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento per ospitare le funzioni nosocomiali. Attraverso lo studio di questi ultimi è possibile riconoscere le affinità e le specificità dei nosocomi militari rispetto alla più generale storia costruttiva degli ospedali. Purtroppo, non sempre nei cambiamenti d’uso è stata rispettata la memoria storica di tali complessi. Pertanto, è particolarmente utile rileggere criticamente i programmi di riconversione messi in atto in Italia negli ultimi vent’anni, al fine di indirizzare i progetti futuri verso una maggiore sensibilità verso questa particolare storia nazionale.
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