L’ingiustizia epistemica (Fricker 2007) è l’ingiustizia verso una persona come soggetto espistemico (knower). Si distingue in ingiustizia della testimonianza, ovvero il fallimento nell’attribuire credibilità a una persona a causa della sua identità sociale (Newbigging & Ridley 2018) - e ingiustizia ermeneutica, ovvero il fallimento nel riconoscere a una persona la capacità di dare senso alle proprie esperienze. Nell’ambito della salute mentale si parla di doppia ingiustizia legata all’ingiustizia ermeneutica: l’inarticolabilità e l’ineffabilità dell’esperienza della malattia (Kidd & Carel 2017). Infatti, le persone con malattia mentale – non avendo termini letterali per descrivere il vissuto della malattia (Ortony 1975) – ricorrono al linguaggio metaforico anche se vengono giudicati poco credibili, incapaci di gestire emozioni e azioni (Chrichton, Carel & Kidd 2017). Tuttavia diversi studi dimostrano come la metafora sia correlata alla qualità della vita delle persone con malattia mentale (Adamczyk et al. 2016; Bambini et al. 2016): saper produrre e comprendere metafore li aiuta nelle relazioni interpersonali. Le metafore utilizzate sono caratteristiche del tipo di patologia mentale (Casonato 2003) e differiscono da quelle usate dai medici (es. “freni inibitori”) e nel discorso pubblico (es. “consumato dalla malattia mentale”), spesso disumanizzanti e rifiutate dai pazienti stessi. Il contributo intende indagare le metafore della schizofrenia e, in particolare, le differenze d’uso e prospettiva di i) pazienti, ii) personale sanitario e iii) pubblico, e i fenomeni argomentativi di “resistenza alle metafore” (Van Poppel & Pilgram 2023), mostrando quanto le proprietà inizialmente ignorate dalle metafore, nelle tre prospettive menzionate, riemergano nel discorso pubblico sulla schizofrenia.

Ingiustizia epistemica e resistenza alla metafora nel parlare schizofrenico

Alice Guerrieri
Primo
;
Francesca Ervas
Ultimo
2026-01-01

Abstract

L’ingiustizia epistemica (Fricker 2007) è l’ingiustizia verso una persona come soggetto espistemico (knower). Si distingue in ingiustizia della testimonianza, ovvero il fallimento nell’attribuire credibilità a una persona a causa della sua identità sociale (Newbigging & Ridley 2018) - e ingiustizia ermeneutica, ovvero il fallimento nel riconoscere a una persona la capacità di dare senso alle proprie esperienze. Nell’ambito della salute mentale si parla di doppia ingiustizia legata all’ingiustizia ermeneutica: l’inarticolabilità e l’ineffabilità dell’esperienza della malattia (Kidd & Carel 2017). Infatti, le persone con malattia mentale – non avendo termini letterali per descrivere il vissuto della malattia (Ortony 1975) – ricorrono al linguaggio metaforico anche se vengono giudicati poco credibili, incapaci di gestire emozioni e azioni (Chrichton, Carel & Kidd 2017). Tuttavia diversi studi dimostrano come la metafora sia correlata alla qualità della vita delle persone con malattia mentale (Adamczyk et al. 2016; Bambini et al. 2016): saper produrre e comprendere metafore li aiuta nelle relazioni interpersonali. Le metafore utilizzate sono caratteristiche del tipo di patologia mentale (Casonato 2003) e differiscono da quelle usate dai medici (es. “freni inibitori”) e nel discorso pubblico (es. “consumato dalla malattia mentale”), spesso disumanizzanti e rifiutate dai pazienti stessi. Il contributo intende indagare le metafore della schizofrenia e, in particolare, le differenze d’uso e prospettiva di i) pazienti, ii) personale sanitario e iii) pubblico, e i fenomeni argomentativi di “resistenza alle metafore” (Van Poppel & Pilgram 2023), mostrando quanto le proprietà inizialmente ignorate dalle metafore, nelle tre prospettive menzionate, riemergano nel discorso pubblico sulla schizofrenia.
2026
979-12-5669-451-8
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