Introduzione. Studi empirici nel framework dell’Infant Research dimostrano che modelli di attaccamento e rappresentazioni genitoriali sono rilevanti nel qualificare l’esperienza della relazione con il proprio bambino e hanno una funzione nell’organizzazione e modulazione dei primi esiti evolutivi. L’Adult Attachment Interview – AAI (Main, Goldwyn, 1985) e la Parent Development Interview – PDI (Slade et al., 2005) offrono evidenze sul ruolo della funzione riflessiva genitoriale, in grado di promuovere lo sviluppo emozionale infantile mediante il rispecchiamento e la regolazione flessibile degli affetti emergenti (Fonagy et al., 2001). Un costrutto interessante per lo studio dei processi che conducono agli stili di parenting è inoltre l’autoefficacia genitoriale, ossia il sentimento di competenza e le strategie di coping nel fronteggiare i percorsi evolutivi del bambino (Coleman et al., 2003). Metodo. Ad un campione di N= 85 madri e padri di bambini (range di età 12-36 mesi) sono stati somministrati l’AAI, la PDI e la Self-Efficacy for Parenting Tasks Infant-Toddler Scale con gli obiettivi di rilevare: 1) associazioni tra modelli di attaccamento e rappresentazioni materne/paterne della relazione attuale con il bambino; 2) interrelazioni tra rappresentazioni genitoriali della relazione e funzione riflessiva genitoriale; 3) interrelazioni tra rappresentazioni della relazione, funzione riflessiva ed autoefficacia genitoriale negli stili di parenting. Risultati. Le analisi statistiche confermano il ruolo di fattore protettivo dei modelli di attaccamento e della funzione riflessiva genitoriale, fattore protettivo saliente anche quando si considerano i dinamismi evolutivi tra i 12 e i 36 mesi (terrible twos), connessi allo sviluppo dell’assertività relazionale, ai conflitti evolutivi vs l’autonomia e alla negoziazione di regole e limiti. Conclusioni. La ricerca si propone di implementare strategie di sostegno alla genitorialità, laddove emerge “un rischio” nella responsività ai bisogni di attaccamento ed autonomia e agli “scatti evolutivi” con cui il bambino si confronta con compiti evolutivi nuovi per raggiungere un più evoluto sviluppo emozionale.
MODELLI DI ATTACCAMENTO, RAPPRESENTAZIONI GENITORIALI E PERCORSI EVOLUTIVI TIPICI E A RISCHIO NEI PRIMI TRE ANNI DI VITA.
LUCARELLI, LOREDANA
2009-01-01
Abstract
Introduzione. Studi empirici nel framework dell’Infant Research dimostrano che modelli di attaccamento e rappresentazioni genitoriali sono rilevanti nel qualificare l’esperienza della relazione con il proprio bambino e hanno una funzione nell’organizzazione e modulazione dei primi esiti evolutivi. L’Adult Attachment Interview – AAI (Main, Goldwyn, 1985) e la Parent Development Interview – PDI (Slade et al., 2005) offrono evidenze sul ruolo della funzione riflessiva genitoriale, in grado di promuovere lo sviluppo emozionale infantile mediante il rispecchiamento e la regolazione flessibile degli affetti emergenti (Fonagy et al., 2001). Un costrutto interessante per lo studio dei processi che conducono agli stili di parenting è inoltre l’autoefficacia genitoriale, ossia il sentimento di competenza e le strategie di coping nel fronteggiare i percorsi evolutivi del bambino (Coleman et al., 2003). Metodo. Ad un campione di N= 85 madri e padri di bambini (range di età 12-36 mesi) sono stati somministrati l’AAI, la PDI e la Self-Efficacy for Parenting Tasks Infant-Toddler Scale con gli obiettivi di rilevare: 1) associazioni tra modelli di attaccamento e rappresentazioni materne/paterne della relazione attuale con il bambino; 2) interrelazioni tra rappresentazioni genitoriali della relazione e funzione riflessiva genitoriale; 3) interrelazioni tra rappresentazioni della relazione, funzione riflessiva ed autoefficacia genitoriale negli stili di parenting. Risultati. Le analisi statistiche confermano il ruolo di fattore protettivo dei modelli di attaccamento e della funzione riflessiva genitoriale, fattore protettivo saliente anche quando si considerano i dinamismi evolutivi tra i 12 e i 36 mesi (terrible twos), connessi allo sviluppo dell’assertività relazionale, ai conflitti evolutivi vs l’autonomia e alla negoziazione di regole e limiti. Conclusioni. La ricerca si propone di implementare strategie di sostegno alla genitorialità, laddove emerge “un rischio” nella responsività ai bisogni di attaccamento ed autonomia e agli “scatti evolutivi” con cui il bambino si confronta con compiti evolutivi nuovi per raggiungere un più evoluto sviluppo emozionale.I metadati presenti in IRIS UNICA sono rilasciati con licenza Creative Commons CC0 1.0 Universal, mentre i file delle pubblicazioni sono protetti da diritto d'autore, salvo diversa indicazione.



