Ogni anno si ascoltano con estremo rammarico i dati numerici di quello che risulta essere un vero bollettino di guerra, con perdite di vite umane e di migliaia di ettari di macchia mediterranea, di colture e di boschi. L'operazione di prevenzione e controllo viene svolta in un'azione congiunta tra militari, forestali ed organizzazioni di volontari, mentre la quantificazione di tutti i dati inerenti gli incendi viene affidata ai capi delle squadre di intervento. Tutti questi dati pervengono all'Ufficio di Protezione Civile dell'Assessorato all'Ambiente della Regione Autonoma Sarda, dove vengono prelevati dalle schede e caricati in un programma di gestione su Vax e PC. I dati restano perciò quelli stimati immediatamente dopo l'intervento. Le misure di quanti ettari di pascoli, cespugliato, culture e boschi, suddivisi in una dozzina di categorie, sono sempre approssimate sia riguardo alla superficie che alla destinazione d'uso. Anche la localizzazione resta affidata ad un toponimo che spesso non compare nelle carte. Per questa ragione detto Ufficio si é dotato di un sistema di elaborazione di immagini da satellite per cercare di valutare e quantificare al meglio il fenomeno e soprattutto per poterne stimare l'evoluzione negli ultimi 20 anni. Con questo lavoro si è potuta analizzare per la prima volta una serie limitata a tre anni, ma con la quale è possibile tarare la metodologia per riconoscere le variazioni d'uso del territorio. E' infatti facile riconoscere le aree incendiate su immagini di fine stagione estiva, mentre sono già difficili le discriminazioni tra roccia affiorante ed aree percorse da incendi primaverili. E' anche possibile un riscontro incrociato coi dati delle schede degli ultimi tre anni, ma per valutare il fenomeno negli anni precedenti occorre realizzare prima un riconoscimento delle classi vegetazionali, quindi individuare le variazioni d'uso del territorio. Occorrerà individuare anche le ragioni di un cambiamento nel tempo, ad es. da bosco a pascolo cespugliato. Le immagini Spot, per la loro risoluzione spaziale, sono quelle che meglio permettono di valutare e quantizzare le superfici delle aree incendiate e probabilmente possono anche fornire indizi sull'evoluzione dei singoli focolai che poi concorrono e vengono segnalati come episodi unici. Talora le superfici, come nelle immagini utilizzate, arrivano a superare i 5000 ettari.

ANALISI MULTITEMPORALE DI DATI TELERILEVATI PER LO STUDIO DELL'EVOLUZIONE D'USO DI AREE PERCORSE DA INCENDI IN SARDEGNA.

MELIS, MARIA TERESA;
1991

Abstract

Ogni anno si ascoltano con estremo rammarico i dati numerici di quello che risulta essere un vero bollettino di guerra, con perdite di vite umane e di migliaia di ettari di macchia mediterranea, di colture e di boschi. L'operazione di prevenzione e controllo viene svolta in un'azione congiunta tra militari, forestali ed organizzazioni di volontari, mentre la quantificazione di tutti i dati inerenti gli incendi viene affidata ai capi delle squadre di intervento. Tutti questi dati pervengono all'Ufficio di Protezione Civile dell'Assessorato all'Ambiente della Regione Autonoma Sarda, dove vengono prelevati dalle schede e caricati in un programma di gestione su Vax e PC. I dati restano perciò quelli stimati immediatamente dopo l'intervento. Le misure di quanti ettari di pascoli, cespugliato, culture e boschi, suddivisi in una dozzina di categorie, sono sempre approssimate sia riguardo alla superficie che alla destinazione d'uso. Anche la localizzazione resta affidata ad un toponimo che spesso non compare nelle carte. Per questa ragione detto Ufficio si é dotato di un sistema di elaborazione di immagini da satellite per cercare di valutare e quantificare al meglio il fenomeno e soprattutto per poterne stimare l'evoluzione negli ultimi 20 anni. Con questo lavoro si è potuta analizzare per la prima volta una serie limitata a tre anni, ma con la quale è possibile tarare la metodologia per riconoscere le variazioni d'uso del territorio. E' infatti facile riconoscere le aree incendiate su immagini di fine stagione estiva, mentre sono già difficili le discriminazioni tra roccia affiorante ed aree percorse da incendi primaverili. E' anche possibile un riscontro incrociato coi dati delle schede degli ultimi tre anni, ma per valutare il fenomeno negli anni precedenti occorre realizzare prima un riconoscimento delle classi vegetazionali, quindi individuare le variazioni d'uso del territorio. Occorrerà individuare anche le ragioni di un cambiamento nel tempo, ad es. da bosco a pascolo cespugliato. Le immagini Spot, per la loro risoluzione spaziale, sono quelle che meglio permettono di valutare e quantizzare le superfici delle aree incendiate e probabilmente possono anche fornire indizi sull'evoluzione dei singoli focolai che poi concorrono e vengono segnalati come episodi unici. Talora le superfici, come nelle immagini utilizzate, arrivano a superare i 5000 ettari.
telerilevamento; incendi; SPOT
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