In questo articolo ripercorreremo prima di tutto alcune tappe significative della genesi e del successivo sviluppo dell’approccio dinamico alla scienza cognitiva, a partire dall’inizio degli anni novanta. In particolare, cercheremo di mettere in luce come, fin dall’inizio, questo approccio abbia in realtà incluso diverse tendenze, soltanto parzialmente unificate dall’uso di modelli, metodi e concetti che, in senso lato, possono ricondursi alla teoria matematica dei sistemi dinamici. Cercheremo poi di chiarire il rapporto fra l’approccio dinamico e i due approcci alternativi più importanti, simbolico e connessionista. La tesi che sosterremo è che gran parte delle tendenze che ricadono sotto l’etichetta di approccio dinamico si differenzia sia dall’approccio simbolico che da quello connessionista da due punti di vista: (i) per il riconoscimento dell’analisi dinamica dei modelli come condizione necessaria delle spiegazioni di molti fenomeni cognitivi e (ii) per il conseguente abbandono del computazionalismo come quadro di riferimento sufficiente per tali spiegazioni. Tuttavia, metteremo anche in luce un aspetto di sostanziale continuità metodologica fra i tre approcci, ovvero l’assunzione del simulazionismo come metodologia fondamentale. Nella parte finale del saggio verrà analizzata criticamente proprio questa assunzione, mettendo in luce come tale scelta metodologica implichi una sostanziale debolezza epistemologica della scienza cognitiva. Concluderemo infine l’articolo sostenendo che l’assunzione programmatica di una metodologia alternativa, comunemente utilizzata nella modellizzazione dinamica di molti fenomeni (fisici, biologici, economici ecc.), può aprire per la scienza cognitiva la possibilità di un superamento di tale debolezza epistemologica, se non in generale, almeno per quanto riguarda la descrizione e spiegazione di alcuni tipi di fenomeni cognitivi.

Panorama e prospettive dell'approccio dinamico in scienza cognitiva

GIUNTI, MARCO
2010

Abstract

In questo articolo ripercorreremo prima di tutto alcune tappe significative della genesi e del successivo sviluppo dell’approccio dinamico alla scienza cognitiva, a partire dall’inizio degli anni novanta. In particolare, cercheremo di mettere in luce come, fin dall’inizio, questo approccio abbia in realtà incluso diverse tendenze, soltanto parzialmente unificate dall’uso di modelli, metodi e concetti che, in senso lato, possono ricondursi alla teoria matematica dei sistemi dinamici. Cercheremo poi di chiarire il rapporto fra l’approccio dinamico e i due approcci alternativi più importanti, simbolico e connessionista. La tesi che sosterremo è che gran parte delle tendenze che ricadono sotto l’etichetta di approccio dinamico si differenzia sia dall’approccio simbolico che da quello connessionista da due punti di vista: (i) per il riconoscimento dell’analisi dinamica dei modelli come condizione necessaria delle spiegazioni di molti fenomeni cognitivi e (ii) per il conseguente abbandono del computazionalismo come quadro di riferimento sufficiente per tali spiegazioni. Tuttavia, metteremo anche in luce un aspetto di sostanziale continuità metodologica fra i tre approcci, ovvero l’assunzione del simulazionismo come metodologia fondamentale. Nella parte finale del saggio verrà analizzata criticamente proprio questa assunzione, mettendo in luce come tale scelta metodologica implichi una sostanziale debolezza epistemologica della scienza cognitiva. Concluderemo infine l’articolo sostenendo che l’assunzione programmatica di una metodologia alternativa, comunemente utilizzata nella modellizzazione dinamica di molti fenomeni (fisici, biologici, economici ecc.), può aprire per la scienza cognitiva la possibilità di un superamento di tale debolezza epistemologica, se non in generale, almeno per quanto riguarda la descrizione e spiegazione di alcuni tipi di fenomeni cognitivi.
dynamical modeling; computationalism; simulation; Galilean model; dynamicism
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