Nell’attuale rivoluzione demografica, gli oldest old rappresentano la fascia di età che si caratterizza per maggiore velocità di accrescimento di numerosità. I pochi studi epidemiologici relativi a questa fascia d’età indicano una attesa di elevata prevalenza di forme di demenza ed una elevata frequenza di difficoltà nello svolgimento in autonomia delle attività di vita quotidiana e di disabilità (Corrada et al., 2010, Brumback- Peltz et al., 2011, Bullain e Corrada, 2013, Gardner et al., 2013, Yang et al, 2013, Slavin et al., 2013) Emergono tuttavia dati contrastanti sia in riferimento alla prevalenza di demenza (che varia dal 6 al 21% negli studi) sia per descrizioni di riscontri di popolazioni di longevi che si caratterizzano per adeguate abilità cognitive, ridotto tasso di demenza e di disabilità (Corrada et al., 2010).Lo studio di queste popolazioni può fornire spunti sullo studio delle relazioni tra stili di vita, variabili alimentari e profilo funzionale e cognitivo negli anziani e stimolare la realizzazione di interventi di prevenzione dell’invecchiamento patologico. Allo scopo di fornire un contributo in questo ambito, il nostro lavoro si è focalizzato su un campione di oldest old residenti in un piccolo centro della Sardegna, la cui popolazione totale è di 3700 abitanti e che si caratterizza per un inatteso tasso di longevi (oltre il 9%). Al fine di valutare la frequenza di difficoltà cognitive, demenza e difficoltà nello svolgimento delle attività di vita quotidiana di base e strumentali, 88 ultraottantenni residenti a Teulada (media di età 88 anni) selezionati casualmente, sono stati sottoposti ad un protocollo di valutazione che includeva una valutazione delle ADL, delle IADL, il BIMC (Blessed Information Memory Concentration Test) e la scala CDR (Clinical Dementia Rating). Verranno discussi i dati emersi e la relazione tra questi e gli stili di vita, gli stili alimentari e variabili sociali e culturali.

L’invecchiamento sano ed attivo, attività di vita quotidiana, demenza: il progetto A.Te.ne (ageing and teulada’s neurocognition),

PETRETTO, DONATELLA RITA;
2016

Abstract

Nell’attuale rivoluzione demografica, gli oldest old rappresentano la fascia di età che si caratterizza per maggiore velocità di accrescimento di numerosità. I pochi studi epidemiologici relativi a questa fascia d’età indicano una attesa di elevata prevalenza di forme di demenza ed una elevata frequenza di difficoltà nello svolgimento in autonomia delle attività di vita quotidiana e di disabilità (Corrada et al., 2010, Brumback- Peltz et al., 2011, Bullain e Corrada, 2013, Gardner et al., 2013, Yang et al, 2013, Slavin et al., 2013) Emergono tuttavia dati contrastanti sia in riferimento alla prevalenza di demenza (che varia dal 6 al 21% negli studi) sia per descrizioni di riscontri di popolazioni di longevi che si caratterizzano per adeguate abilità cognitive, ridotto tasso di demenza e di disabilità (Corrada et al., 2010).Lo studio di queste popolazioni può fornire spunti sullo studio delle relazioni tra stili di vita, variabili alimentari e profilo funzionale e cognitivo negli anziani e stimolare la realizzazione di interventi di prevenzione dell’invecchiamento patologico. Allo scopo di fornire un contributo in questo ambito, il nostro lavoro si è focalizzato su un campione di oldest old residenti in un piccolo centro della Sardegna, la cui popolazione totale è di 3700 abitanti e che si caratterizza per un inatteso tasso di longevi (oltre il 9%). Al fine di valutare la frequenza di difficoltà cognitive, demenza e difficoltà nello svolgimento delle attività di vita quotidiana di base e strumentali, 88 ultraottantenni residenti a Teulada (media di età 88 anni) selezionati casualmente, sono stati sottoposti ad un protocollo di valutazione che includeva una valutazione delle ADL, delle IADL, il BIMC (Blessed Information Memory Concentration Test) e la scala CDR (Clinical Dementia Rating). Verranno discussi i dati emersi e la relazione tra questi e gli stili di vita, gli stili alimentari e variabili sociali e culturali.
demenza, oldest old, valutazione funzionale, adl, iadl
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