Una delle ipotesi su cui si intende indagare in questo saggio è che la funzione della ragionevolezza si sia, nel tempo, arricchita. Attraverso l’esame della funzione della ragionevolezza come predicato delle differenze di trattamento nel diritto del lavoro, si intravede un’alternativa funzione di tecnica di regolazione nei sistemi multilivello. Specialmente nell’ordinamento comunitario, infatti, il criterio della ragionevolezza, al quale si fa riferimento nelle direttive antidiscriminatorie del 2000 assicura in ultima istanza alla Corte di Giustizia, un potente strumento istituzionale di regolazione del riparto di competenze tra Unione Europea e Stati membri, secondo modalità non previste dai Trattati. Tale funzione regolativa del principio di ragionevolezza si esplicita attraverso l’enunciazione dei nuovi divieti discriminatori contenuti nelle direttive 78/2000/CE e 43/2000/CE, e attraverso un’analisi delle sentenze della Corte di Giustizia europea in materia di discriminazione, si cerca di individuare le diverse funzioni del concetto di ragionevolezza e l’incidenza di questo criterio nella costruzione del diritto e del diritto del lavoro in particolare.

La ragionevolezza come predicato delle differenze di trattamento

LOI, PIERA
2008

Abstract

Una delle ipotesi su cui si intende indagare in questo saggio è che la funzione della ragionevolezza si sia, nel tempo, arricchita. Attraverso l’esame della funzione della ragionevolezza come predicato delle differenze di trattamento nel diritto del lavoro, si intravede un’alternativa funzione di tecnica di regolazione nei sistemi multilivello. Specialmente nell’ordinamento comunitario, infatti, il criterio della ragionevolezza, al quale si fa riferimento nelle direttive antidiscriminatorie del 2000 assicura in ultima istanza alla Corte di Giustizia, un potente strumento istituzionale di regolazione del riparto di competenze tra Unione Europea e Stati membri, secondo modalità non previste dai Trattati. Tale funzione regolativa del principio di ragionevolezza si esplicita attraverso l’enunciazione dei nuovi divieti discriminatori contenuti nelle direttive 78/2000/CE e 43/2000/CE, e attraverso un’analisi delle sentenze della Corte di Giustizia europea in materia di discriminazione, si cerca di individuare le diverse funzioni del concetto di ragionevolezza e l’incidenza di questo criterio nella costruzione del diritto e del diritto del lavoro in particolare.
ragionevolezza; discriminazioni ; unione europea; proporzionalità
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Rivista giuridica del lavoro 2008.pdf

Solo gestori archivio

Tipologia: versione editoriale
Dimensione 3.43 MB
Formato Adobe PDF
3.43 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11584/17373
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact