L’articolo è incentrato sull’attività degli uomini d’affari di Firenze nel porto cipriota di Famagosta nei decenni successivi al 1291, anno della caduta di San Giovanni d’Acri e della fine di ogni possedimento crociato in Terra Santa. Fu allora che Cipro assunse la duplice (e contraddittoria) funzione di estremo baluardo della Cristianità di fronte all’Islam ed emporio privilegiato nei commerci tra le potenze mercantili europee (segnatamente italiane) e le principali piazze del vicino oriente. Le grandi società di Firenze, all’apice della loro potenza, si inserirono da protagoniste negli scambi commerciali e soprattutto finanziari legati al ruolo rivestito dalla cosmopolita città di Famagosta tra la fine del XIII secolo e la prima metà del XIV, affiancando le importanti comunità genovesi, veneziane e pisane, e supportando l’azione di autorità locali tanto laiche quanto ecclesiastiche e degli ordini monastico-militari. L’indagine è condotta sulla scorta di un’ampia documentazione notarile genovese redatta a Cipro e delle coeve fonti mercantili fiorentine.

Cenni sulla presenza dei mercanti-banchieri fiorentini a Famagosta di Cipro nei primi anni del Trecento

TOGNETTI, SERGIO
2008

Abstract

L’articolo è incentrato sull’attività degli uomini d’affari di Firenze nel porto cipriota di Famagosta nei decenni successivi al 1291, anno della caduta di San Giovanni d’Acri e della fine di ogni possedimento crociato in Terra Santa. Fu allora che Cipro assunse la duplice (e contraddittoria) funzione di estremo baluardo della Cristianità di fronte all’Islam ed emporio privilegiato nei commerci tra le potenze mercantili europee (segnatamente italiane) e le principali piazze del vicino oriente. Le grandi società di Firenze, all’apice della loro potenza, si inserirono da protagoniste negli scambi commerciali e soprattutto finanziari legati al ruolo rivestito dalla cosmopolita città di Famagosta tra la fine del XIII secolo e la prima metà del XIV, affiancando le importanti comunità genovesi, veneziane e pisane, e supportando l’azione di autorità locali tanto laiche quanto ecclesiastiche e degli ordini monastico-militari. L’indagine è condotta sulla scorta di un’ampia documentazione notarile genovese redatta a Cipro e delle coeve fonti mercantili fiorentine.
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