La Nouvelle Héloïse di Jean-Jacques Rousseau, pur essendo a tutti gli effetti un “romanzo”, presenta molti elementi leggibili in chiave di filosofia politica. Tra questi emerge la descrizione di Clarens, la parte più “politica” dell’opera, che è stata interpretata da alcuni come una sorta di utopia, da altri come un “laboratorio” della politica, preparatorio di alcune delle tematiche del Contrat social. Entrambe queste interpretazioni hanno dei riscontri nel testo: lo dimostra il fatto che si rintracciano fianco a fianco temi come quelli del dirigismo e dell’eudemonismo e quelli della creazione di un forte sentimento comunitario; il fatto che il problema dell’uguaglianza si pone in modo complesso, a volte affermato a volte negato; il fatto che la conduzione dell’economia della tenuta è retta da forti elementi utilitaristici e, nello stesso tempo, è ispirata dai principi del conseguimento del bene comune e della moderazione nelle fortune; infine, dal fatto che i ruoli di Julie e Wolmar all’interno della comunità invitano a meditare sulla difficile figura del Legislatore del Contrat social, non privo di connotazioni che possono in qualche modo riportarlo al “fondatore” delle utopie.

La "perfezione" di Clarens. Utopia e politica in Jean-Jacques Rousseau

LOCHE, ANNA MARIA
2005

Abstract

La Nouvelle Héloïse di Jean-Jacques Rousseau, pur essendo a tutti gli effetti un “romanzo”, presenta molti elementi leggibili in chiave di filosofia politica. Tra questi emerge la descrizione di Clarens, la parte più “politica” dell’opera, che è stata interpretata da alcuni come una sorta di utopia, da altri come un “laboratorio” della politica, preparatorio di alcune delle tematiche del Contrat social. Entrambe queste interpretazioni hanno dei riscontri nel testo: lo dimostra il fatto che si rintracciano fianco a fianco temi come quelli del dirigismo e dell’eudemonismo e quelli della creazione di un forte sentimento comunitario; il fatto che il problema dell’uguaglianza si pone in modo complesso, a volte affermato a volte negato; il fatto che la conduzione dell’economia della tenuta è retta da forti elementi utilitaristici e, nello stesso tempo, è ispirata dai principi del conseguimento del bene comune e della moderazione nelle fortune; infine, dal fatto che i ruoli di Julie e Wolmar all’interno della comunità invitano a meditare sulla difficile figura del Legislatore del Contrat social, non privo di connotazioni che possono in qualche modo riportarlo al “fondatore” delle utopie.
bene comune; perfezione; dirigismo
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