L’opera è dedicata all’indagine circa il potere attribuito al giudice dall’art. 7, comma 3, del d. lgs. n. 231/2002. L’Autore, dopo averne analizzato la natura giuridica ed il rapporto con l’applicazione dei termini legali, propone una ricostruzione sistematica: a tal fine ne esamina i profili affini ai noti istituti dell’equità intesa come fonte integrativa del contratto, dell’offerta di ricondurre il contratto ad equità per evitare la rescissione, dell’offerta di ripristino dell’equità per evitare la risoluzione per eccessiva onerosità ed, infine, della riduzione della penale manifestamente eccessiva. Sono, inoltre, esaminati i limiti al potere giudiziale di ripristino dell’equità.
Il potere giudiziale di ristabilire l'equità contrattuale nelle transazioni commerciali
CHESSA, CORRADO
2006-01-01
Abstract
L’opera è dedicata all’indagine circa il potere attribuito al giudice dall’art. 7, comma 3, del d. lgs. n. 231/2002. L’Autore, dopo averne analizzato la natura giuridica ed il rapporto con l’applicazione dei termini legali, propone una ricostruzione sistematica: a tal fine ne esamina i profili affini ai noti istituti dell’equità intesa come fonte integrativa del contratto, dell’offerta di ricondurre il contratto ad equità per evitare la rescissione, dell’offerta di ripristino dell’equità per evitare la risoluzione per eccessiva onerosità ed, infine, della riduzione della penale manifestamente eccessiva. Sono, inoltre, esaminati i limiti al potere giudiziale di ripristino dell’equità.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.