Il fenomeno della scomparsa degli insediamenti rurali in epoca medievale e moderna è piuttosto forte in Sardegna il cui territorio appare caratterizzato da una particolare concentrazione di villaggi abbandonati. Il saggio cerca di seguire,principalmente attraverso la documentazione scritta pervenuta, la storia di Fanari partendo dalla donazione fatta nel 1108 dal giudice cagliaritano Torchitorio di Lacon alla chiesa di Santa Maria di Pisa di quattro curtes: Palma, Astia, Fanari e Montone. La storia di Fanari si intreccia con la presenza pisana in Sardegna e le curtes donate nel 1108 furono amministrate da funzionari pisani. Dagli inventari pervenuti ed esaminati emergono la forma variegata del paesaggio agrario sardo e la molteplicità delle situazioni produttive e insediative. I documenti sui quali è stata condotta la ricerca mostrano l’ampliamento nel tempo dell’antica curtis che si trasforma, a partire dal 1270,in villa,termine che nella Sardegna giudicale indicava la realtà insediativa del villaggio dalle dimensioni variabili e popolato indistintamente da liberi e servi. La storia di Fanari è profondamente influenzata dalle sorti di Pisa in Sardegna: la guerra che tra il 1323-26 si concluse con la conquista dell’isola da parte degli eserciti catalano-aragonesi vide il tramonto della potenza pisana e la perdita dei territori sardi fino a quel momento controllati. Alla fine del sec. XIV Fanari esisteva ancora, ma dopo il1414 non si rintraccia alcuna documentazione che ne attesti la vitalità.

Fanari donnicalia e villa

ARTIZZU, ELISABETTA
2009

Abstract

Il fenomeno della scomparsa degli insediamenti rurali in epoca medievale e moderna è piuttosto forte in Sardegna il cui territorio appare caratterizzato da una particolare concentrazione di villaggi abbandonati. Il saggio cerca di seguire,principalmente attraverso la documentazione scritta pervenuta, la storia di Fanari partendo dalla donazione fatta nel 1108 dal giudice cagliaritano Torchitorio di Lacon alla chiesa di Santa Maria di Pisa di quattro curtes: Palma, Astia, Fanari e Montone. La storia di Fanari si intreccia con la presenza pisana in Sardegna e le curtes donate nel 1108 furono amministrate da funzionari pisani. Dagli inventari pervenuti ed esaminati emergono la forma variegata del paesaggio agrario sardo e la molteplicità delle situazioni produttive e insediative. I documenti sui quali è stata condotta la ricerca mostrano l’ampliamento nel tempo dell’antica curtis che si trasforma, a partire dal 1270,in villa,termine che nella Sardegna giudicale indicava la realtà insediativa del villaggio dalle dimensioni variabili e popolato indistintamente da liberi e servi. La storia di Fanari è profondamente influenzata dalle sorti di Pisa in Sardegna: la guerra che tra il 1323-26 si concluse con la conquista dell’isola da parte degli eserciti catalano-aragonesi vide il tramonto della potenza pisana e la perdita dei territori sardi fino a quel momento controllati. Alla fine del sec. XIV Fanari esisteva ancora, ma dopo il1414 non si rintraccia alcuna documentazione che ne attesti la vitalità.
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