Dochmiacs have been subjected to multiple views and interpretations not only in the ancient world but also in the most recent modern studies. These involve both analytic identification of the smallest constitutive elements of the metre and comprehensive observations, geared towards recognising a certain autonomy of the sequence in the metrical panorama and supplying it with an ancestor from which it descends. The ancient division between rhythmical and metrical sources seems to be reflected in the metricological interpretations from the 19th century onwards, whose gathering point coincides with the known plaintive and pathetic purpose of the metre. However, this purpose results from a semantic specialisation in ancient theatre, and risks obscuring the intrinsic polysemy of dochmiacs which, through appropriate observations on literary texts, increases their variability in the perception of both audience and analysts.

La molteplicità di letture e interpretazioni di cui il docmio è stato fatto oggetto tanto nel mondo antico quanto nei più recenti studi contempla l’individuazione analitica dei più piccoli elementi costitutivi del metro e osservazioni onnicomprensive, orientate a riconoscere alla stringa una certa autonomia nel panorama metrico e ad assegnarle un antenato dal quale farla discendere. L’antica divisione tra fonti ritmiche e metriche sembra riflettersi nelle interpretazioni metricologiche dall’Ottocento ai giorni nostri, tutte concordi nel riconoscere al metro un’intenzione espressiva lamentosa e patetica. Una simile prospettiva, frutto di una specializzazione semantica in ambito teatrale, rischia tuttavia di schiacciare l’intrinseca polisemia del docmio, che, rivelata da opportune considerazioni su testi letterari, aumenta la variabilità a cui il metro è soggetto nella percezione del pubblico e degli analisti.

Polimorfismo e multifunzionalità del docmio fra teorie metriche e realizzazioni poetiche

alessio faedda
2020

Abstract

La molteplicità di letture e interpretazioni di cui il docmio è stato fatto oggetto tanto nel mondo antico quanto nei più recenti studi contempla l’individuazione analitica dei più piccoli elementi costitutivi del metro e osservazioni onnicomprensive, orientate a riconoscere alla stringa una certa autonomia nel panorama metrico e ad assegnarle un antenato dal quale farla discendere. L’antica divisione tra fonti ritmiche e metriche sembra riflettersi nelle interpretazioni metricologiche dall’Ottocento ai giorni nostri, tutte concordi nel riconoscere al metro un’intenzione espressiva lamentosa e patetica. Una simile prospettiva, frutto di una specializzazione semantica in ambito teatrale, rischia tuttavia di schiacciare l’intrinseca polisemia del docmio, che, rivelata da opportune considerazioni su testi letterari, aumenta la variabilità a cui il metro è soggetto nella percezione del pubblico e degli analisti.
Dochmiacs have been subjected to multiple views and interpretations not only in the ancient world but also in the most recent modern studies. These involve both analytic identification of the smallest constitutive elements of the metre and comprehensive observations, geared towards recognising a certain autonomy of the sequence in the metrical panorama and supplying it with an ancestor from which it descends. The ancient division between rhythmical and metrical sources seems to be reflected in the metricological interpretations from the 19th century onwards, whose gathering point coincides with the known plaintive and pathetic purpose of the metre. However, this purpose results from a semantic specialisation in ancient theatre, and risks obscuring the intrinsic polysemy of dochmiacs which, through appropriate observations on literary texts, increases their variability in the perception of both audience and analysts.
Greek metrics; semantical metrics; dochmiacs; κατὰ μέτρον analysis; κατὰ πόδα analysis
metrica greca; metrica semantica; docmio; analisi κατὰ μέτρον; analisi κατὰ πόδα
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