Could a swift arbitral law managed in an informal way and accustomed to handling papers written in vernacular, be considered in XIV century Florence one of the main ways to administer commercial justice? If so, would it be possible for the thousands of notarial registers filed in the Notarile Antecosimiano to attract, for the history of business, the attention otherwise addressed to private deeds, account books and mercantile correspondence? This topic would deserve a monographic study, not only for its importance, but also because the sources allow a thorough investigation in the long run. This short methodological paper highlights the possibilities offered by this source, analyzing an arbitration which took place in 1347. The judgement involved three partners of a Florentine wool shop, in disagreement over past business management of the shop. The notarial deed contains memories in vernacular of the parties involved and the transcription of the corporate agreements taken from an account book.

Una giustizia arbitrale gestita in maniera informale e in tempi rapidi, usa a maneggiare documentazione di carattere pratico redatta in lingua volgare, poteva essere nella Firenze del Trecento una delle forme preferite di giustizia mercantile? Se così fosse, le migliaia di registri contenuti nel fondo Notarile Antecosimiano non recupererebbero per la storia dell’impresa (e anche della lingua) fiorentina parte dell’attenzione altrimenti dirottata verso scritte private, libri contabili e carteggi mercantili? Il tema meriterebbe uno studio monografico, sia per l’importanza storica del fenomeno, sia perché la documentazione consente un’indagine a tappeto nel lungo periodo. Questo breve saggio metodologico si limita a evidenziare le possibilità della fonte analizzando un giudizio arbitrale svoltosi a Firenze nel 1347. Il lodo ha per protagonisti tre soci di un’azienda laniera in lite tra loro per le passate modalità di gestione della bottega. Il rogito che riporta lo svolgimento e la sentenza del lodo contiene le memorie delle parti in causa, scritte in volgare, con all’interno la trascrizione dei patti societari desunti da un libro contabile.

A me converrà trescare secondo il loro ballo. Un lodo arbitrale tra lanaioli nella Firenze del 1347

TOGNETTI, SERGIO
2011

Abstract

Una giustizia arbitrale gestita in maniera informale e in tempi rapidi, usa a maneggiare documentazione di carattere pratico redatta in lingua volgare, poteva essere nella Firenze del Trecento una delle forme preferite di giustizia mercantile? Se così fosse, le migliaia di registri contenuti nel fondo Notarile Antecosimiano non recupererebbero per la storia dell’impresa (e anche della lingua) fiorentina parte dell’attenzione altrimenti dirottata verso scritte private, libri contabili e carteggi mercantili? Il tema meriterebbe uno studio monografico, sia per l’importanza storica del fenomeno, sia perché la documentazione consente un’indagine a tappeto nel lungo periodo. Questo breve saggio metodologico si limita a evidenziare le possibilità della fonte analizzando un giudizio arbitrale svoltosi a Firenze nel 1347. Il lodo ha per protagonisti tre soci di un’azienda laniera in lite tra loro per le passate modalità di gestione della bottega. Il rogito che riporta lo svolgimento e la sentenza del lodo contiene le memorie delle parti in causa, scritte in volgare, con all’interno la trascrizione dei patti societari desunti da un libro contabile.
Could a swift arbitral law managed in an informal way and accustomed to handling papers written in vernacular, be considered in XIV century Florence one of the main ways to administer commercial justice? If so, would it be possible for the thousands of notarial registers filed in the Notarile Antecosimiano to attract, for the history of business, the attention otherwise addressed to private deeds, account books and mercantile correspondence? This topic would deserve a monographic study, not only for its importance, but also because the sources allow a thorough investigation in the long run. This short methodological paper highlights the possibilities offered by this source, analyzing an arbitration which took place in 1347. The judgement involved three partners of a Florentine wool shop, in disagreement over past business management of the shop. The notarial deed contains memories in vernacular of the parties involved and the transcription of the corporate agreements taken from an account book.
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