The hotspot approach has produced administrative practices that are potentially harmful to fundamental rights under the European Convention on Human Rights. In the past, in Khlaifia and others v. Italy [GC], the European Court of Human Rights had found de facto detention in hotspots to be detrimental to the right to liberty under Article 5 ECHR, but not to the prohibition of inhuman or degrading treatment under Article 3 ECHR (partly because of the exceptional situation faced at the time by Italy) and the prohibition of collective expulsions under Article 4, prot. 4 to the ECHR. In J.A. and others v. Italy and in the other judgments examined, the Strasbourg Court went further, finding the violation of Article 5 ECHR, of Article 3 ECHR and of Article 4, prot. 4 to the ECHR. In A.E. and others v. Italy, the Court found the conditions under which the transfer of migrants on the national territory took place to be in violation of Article 3 ECHR; in M.A. v. Italy, the violation of Article 3 ECHR was due to the fact that a vulnerable and unaccompanied minor had been hosted for a long time in a reception center where adults were present.

L’approccio hotspot si traduce in pratiche amministrative potenzialmente lesive di diritti fondamentali previsti dalla CEDU. In passato, nella sentenza Khlaifia e altri c. Italia [GC], la Corte europea dei diritti dell’uomo aveva ritenuto la detenzione di fatto negli hotspot lesiva del diritto alla libertà ex art. 5 CEDU, ma non del divieto di trattamenti inumani o degradanti ex art. 3 CEDU (anche a causa della situazione eccezionale fronteggiata al tempo dall’Italia) e del divieto di espulsioni collettive ex art. 4, prot. 4 alla CEDU. Nella sentenza J.A. e altri c. Italia e in altre sentenze esaminate, la Corte è andata oltre, ritenendo violati sia l’art. 5 CEDU, che l’art. 3 CEDU e l’art. 4, prot. 4 alla CEDU. Nella sentenza A.E. e altri c. Italia, la Corte ha reputato lesive dell’art. 3 CEDU le condizioni in cui è avvenuto il trasferimento dei migranti sul territorio nazionale; nella sentenza M.A. c. Italia, la violazione dell’art. 3 CEDU è discesa dal fatto che una minorenne non accompagnata e vulnerabile è stata a lungo ospitata in un Centro di accoglienza in cui erano presenti adulti.

L’approccio hotspot e i diritti umani: le condanne dell’Italia nella sentenza della corte europea dei diritti dell’uomo J.A. e altri c. Italia e nelle successive A.E. e altri c. Italia, A.B. c. Italia, A.S. c. Italia, W.A. e altri c. Italia, M.A. c. Italia

Cherchi, Roberto
2024-01-01

Abstract

The hotspot approach has produced administrative practices that are potentially harmful to fundamental rights under the European Convention on Human Rights. In the past, in Khlaifia and others v. Italy [GC], the European Court of Human Rights had found de facto detention in hotspots to be detrimental to the right to liberty under Article 5 ECHR, but not to the prohibition of inhuman or degrading treatment under Article 3 ECHR (partly because of the exceptional situation faced at the time by Italy) and the prohibition of collective expulsions under Article 4, prot. 4 to the ECHR. In J.A. and others v. Italy and in the other judgments examined, the Strasbourg Court went further, finding the violation of Article 5 ECHR, of Article 3 ECHR and of Article 4, prot. 4 to the ECHR. In A.E. and others v. Italy, the Court found the conditions under which the transfer of migrants on the national territory took place to be in violation of Article 3 ECHR; in M.A. v. Italy, the violation of Article 3 ECHR was due to the fact that a vulnerable and unaccompanied minor had been hosted for a long time in a reception center where adults were present.
2024
L’approccio hotspot si traduce in pratiche amministrative potenzialmente lesive di diritti fondamentali previsti dalla CEDU. In passato, nella sentenza Khlaifia e altri c. Italia [GC], la Corte europea dei diritti dell’uomo aveva ritenuto la detenzione di fatto negli hotspot lesiva del diritto alla libertà ex art. 5 CEDU, ma non del divieto di trattamenti inumani o degradanti ex art. 3 CEDU (anche a causa della situazione eccezionale fronteggiata al tempo dall’Italia) e del divieto di espulsioni collettive ex art. 4, prot. 4 alla CEDU. Nella sentenza J.A. e altri c. Italia e in altre sentenze esaminate, la Corte è andata oltre, ritenendo violati sia l’art. 5 CEDU, che l’art. 3 CEDU e l’art. 4, prot. 4 alla CEDU. Nella sentenza A.E. e altri c. Italia, la Corte ha reputato lesive dell’art. 3 CEDU le condizioni in cui è avvenuto il trasferimento dei migranti sul territorio nazionale; nella sentenza M.A. c. Italia, la violazione dell’art. 3 CEDU è discesa dal fatto che una minorenne non accompagnata e vulnerabile è stata a lungo ospitata in un Centro di accoglienza in cui erano presenti adulti.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Commento_Cherchi(2).pdf

accesso aperto

Tipologia: versione editoriale (VoR)
Dimensione 429.49 kB
Formato Adobe PDF
429.49 kB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11584/421883
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact