With the advent of modernity, human control over nature has progressively transformed the concept of territory from a ‘living being’ into a market asset, converting its generative qualities into tradable attributes. This transition exemplifies an extractive logic in which nature’s value is reduced to profitability metrics and converted into financial rent through technocratic processes. The deconstruction of the anthropocentric paradigm, founded on the dichotomy between human and non‑human, therefore emerges as an essential prerequisite for rethinking governance models capable of transcending purely technical-procedural approaches. The study aims to identify conceptual frameworks to guide the formulation of eco‑territorial governance models founded on reciprocity and driven by co‑evolutionary dynamics. These models aim to guide a reconfiguration of socio‑ecological relations beyond traditional extractive logics. Adopting a critical lens, the study redefines the concept of territory as a space of mutual belonging. It undertakes a comparative analysis of the pathways of Sa Tramuda in Sardinia and the network of Trazzere in Sicily, proposing an interpretive framework that transcends the human/non‑human dualism. It presents models that highlight the interdependence between communities and territory, emphasising its role as a dynamic entity shaped by historical layers, cultural practices and ecosystem connections, rather than merely its tangible dimension.

Sin dalle origini della modernità, l’egemonia dell’uomo sulla natura ha progressivamente trasformato la concezione del territorio da ‘essere vivente’ a oggetto di mercato, convertendo le sue qualità generative in attributi commerciabili. Questa transizione riflette una logica estrattiva in cui la valutazione della natura viene subordinata a parametri di redditività, attraverso l’applicazione di apparati tecnocratici finalizzati alla sua conversione in rendita finanziaria. La decostruzione del paradigma antropocentrico, fondato sulla dicotomia tra umano e non-umano, si configura pertanto come prerequisito imprescindibile per ripensare modelli di governance capaci di trascendere approcci meramente tecnico-procedurali. Alla luce di questi presupposti, il lavoro si propone di contribuire all'individuazione di riferimenti utili allo sviluppo di modelli di governance ecoterritoriale improntati a principi di reciprocità e processi coevolutivi, capaci di orientare una riconfigurazione delle relazioni socio-ecologiche al di là delle tradizionali logiche estrattive. Ridefinendo il territorio come spazio di co-appartenenza, lo studio analizza i percorsi de ‘Sa Tramuda’ in Sardegna e la rete delle ‘Trazzere’ in Sicilia, proponendo una cornice interpretativa che superi il dualismo umano/non-umano e promuova modelli fondati sull’ interdipendenza tra comunità e il territorio, inteso non solo nella sua dimensione tangibile, ma come prodotto dinamico di stratificazioni storiche, pratiche culturali e connessioni ecosistemiche.

Il territorio come dimensione di reciprocità: spazi di co-appartenenza oltre il dualismo umano-non umano = Territory as a dimension of mutuality: spaces of co-belonging beyond the human/non-human dualism

Alessio Floris
2025-01-01

Abstract

With the advent of modernity, human control over nature has progressively transformed the concept of territory from a ‘living being’ into a market asset, converting its generative qualities into tradable attributes. This transition exemplifies an extractive logic in which nature’s value is reduced to profitability metrics and converted into financial rent through technocratic processes. The deconstruction of the anthropocentric paradigm, founded on the dichotomy between human and non‑human, therefore emerges as an essential prerequisite for rethinking governance models capable of transcending purely technical-procedural approaches. The study aims to identify conceptual frameworks to guide the formulation of eco‑territorial governance models founded on reciprocity and driven by co‑evolutionary dynamics. These models aim to guide a reconfiguration of socio‑ecological relations beyond traditional extractive logics. Adopting a critical lens, the study redefines the concept of territory as a space of mutual belonging. It undertakes a comparative analysis of the pathways of Sa Tramuda in Sardinia and the network of Trazzere in Sicily, proposing an interpretive framework that transcends the human/non‑human dualism. It presents models that highlight the interdependence between communities and territory, emphasising its role as a dynamic entity shaped by historical layers, cultural practices and ecosystem connections, rather than merely its tangible dimension.
2025
Sin dalle origini della modernità, l’egemonia dell’uomo sulla natura ha progressivamente trasformato la concezione del territorio da ‘essere vivente’ a oggetto di mercato, convertendo le sue qualità generative in attributi commerciabili. Questa transizione riflette una logica estrattiva in cui la valutazione della natura viene subordinata a parametri di redditività, attraverso l’applicazione di apparati tecnocratici finalizzati alla sua conversione in rendita finanziaria. La decostruzione del paradigma antropocentrico, fondato sulla dicotomia tra umano e non-umano, si configura pertanto come prerequisito imprescindibile per ripensare modelli di governance capaci di trascendere approcci meramente tecnico-procedurali. Alla luce di questi presupposti, il lavoro si propone di contribuire all'individuazione di riferimenti utili allo sviluppo di modelli di governance ecoterritoriale improntati a principi di reciprocità e processi coevolutivi, capaci di orientare una riconfigurazione delle relazioni socio-ecologiche al di là delle tradizionali logiche estrattive. Ridefinendo il territorio come spazio di co-appartenenza, lo studio analizza i percorsi de ‘Sa Tramuda’ in Sardegna e la rete delle ‘Trazzere’ in Sicilia, proponendo una cornice interpretativa che superi il dualismo umano/non-umano e promuova modelli fondati sull’ interdipendenza tra comunità e il territorio, inteso non solo nella sua dimensione tangibile, ma come prodotto dinamico di stratificazioni storiche, pratiche culturali e connessioni ecosistemiche.
common land-use rights; local communities; territorial knowledge; cultural practices; relational ecologies
usi civici; comunità locali; saperi territoriali; pratiche culturali; ecologie relazionali
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11584/467885
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