Muovendo da una critica dell’impostazione dominante, sovente foriera di ambiguità ermeneutiche e di esiti applicativi non coerenti, nel saggio si sostiene che il peculiare assetto normativo vigente in materia di indebito previdenziale e assistenziale trovi la propria ragion d’essere, non già nell’art. 38 Cost., bensì nel bilanciamento tra il principio della giustificazione causale dell’attribuzione patrimoniale e quello di affidamento; bilanciamento che assume caratteri diversificati a seconda del tipo di prestazione oggetto di ripetibilità. In questa differente chiave di lettura, si giustifica la natura eccezionale delle previsioni di settore, che, proprio per tale carattere, si sottraggono a ogni forma di applicazione analogica al di fuori del perimetro rigorosamente tracciato dal legislatore. In ogni caso, si cerca di dimostrare come l’affidamento rivesta un ruolo determinante di riequilibrio degli interessi coinvolti anche quando - per scelta del legislatore - non opera come fattore escludente la ripetibilità, essendo comunque suscettibile di conformare il concreto esercizio dell’azione restitutoria. Nella prospettiva adottata, che non trascura le esigenze di tutela delle persone vulnerabili che ricevono prestazioni indebite incolpevolmente, il complesso normativo oggetto di analisi trova una collocazione coerente nel sistema, quale disciplina derogatoria rispetto alla disciplina generale dell’indebito.
Indebito previdenziale e assistenziale: tra specialità e diritto comune
Auriemma, Simone
2026-01-01
Abstract
Muovendo da una critica dell’impostazione dominante, sovente foriera di ambiguità ermeneutiche e di esiti applicativi non coerenti, nel saggio si sostiene che il peculiare assetto normativo vigente in materia di indebito previdenziale e assistenziale trovi la propria ragion d’essere, non già nell’art. 38 Cost., bensì nel bilanciamento tra il principio della giustificazione causale dell’attribuzione patrimoniale e quello di affidamento; bilanciamento che assume caratteri diversificati a seconda del tipo di prestazione oggetto di ripetibilità. In questa differente chiave di lettura, si giustifica la natura eccezionale delle previsioni di settore, che, proprio per tale carattere, si sottraggono a ogni forma di applicazione analogica al di fuori del perimetro rigorosamente tracciato dal legislatore. In ogni caso, si cerca di dimostrare come l’affidamento rivesta un ruolo determinante di riequilibrio degli interessi coinvolti anche quando - per scelta del legislatore - non opera come fattore escludente la ripetibilità, essendo comunque suscettibile di conformare il concreto esercizio dell’azione restitutoria. Nella prospettiva adottata, che non trascura le esigenze di tutela delle persone vulnerabili che ricevono prestazioni indebite incolpevolmente, il complesso normativo oggetto di analisi trova una collocazione coerente nel sistema, quale disciplina derogatoria rispetto alla disciplina generale dell’indebito.| File | Dimensione | Formato | |
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