In contracts with reciprocal obligations, delay for which the debtor is not responsible unsettles the traditional alternative between non-performance attributable to the debtor and supervening impossibility. Late performance may still be possible and retain practical value; yet the time fixed for performance has been lost, and the resulting wait may affect the economic structure of the exchange. The point is to distinguish the question of liability, governed by Article 1218 of the Italian Civil Code, from the persistence of the obligation, governed by Article 1256(2), and from the preservation of the contractual bond, which Article 1455 addresses through its selective function. The French tradition, the Italian Civil Code of 1865, the draft commercial codes and the preparatory materials of the Civil Code currently in force show that termination for non-performance historically developed as a technique for assessing the tolerability of delay. In such cases, termination need not rest on liability. It may mark the point at which a contract that can still be performed should no longer be preserved, because keeping it alive would place on the creditor a timing risk not assumed under the contract.

Il ritardo non imputabile nei contratti a prestazioni corrispettive mette in crisi l’alternativa tra inadempimento imputabile e impossibilità sopravvenuta. La prestazione tardiva può restare possibile e conservare utilità; il tempo dell’adempimento, tuttavia, è ormai perduto e l’attesa può incidere sull’economia concreta dello scambio. Il problema va allora scomposto distinguendo il piano della responsabilità, governato dall’art. 1218 cod. civ., quello della permanenza dell’obbligazione, regolato dall’art. 1256, comma II, cod. civ., e quello della conservazione del vincolo sinallagmatico, affidato alla funzione selettiva dell’art. 1455 cod. civ. L’analisi della tradizione francese, del codice civile del 1865, dei progetti commerciali e dei lavori preparatori del codice vigente mostra che la risoluzione per inadempimento si è storicamente formata come tecnica di controllo della tollerabilità dell’attesa. A fronte di un ritardo non imputabile, la risoluzione non presuppone necessariamente la responsabilità del debitore: può operare come limite alla conservazione di un contratto ancora attuabile quando la protrazione del vincolo trasferisca sul creditore un rischio temporale estraneo all’operazione programmata.

Ritardo non imputabile e tutela sinallagmatica del creditore

Luca Sitzia
In corso di stampa

Abstract

In contracts with reciprocal obligations, delay for which the debtor is not responsible unsettles the traditional alternative between non-performance attributable to the debtor and supervening impossibility. Late performance may still be possible and retain practical value; yet the time fixed for performance has been lost, and the resulting wait may affect the economic structure of the exchange. The point is to distinguish the question of liability, governed by Article 1218 of the Italian Civil Code, from the persistence of the obligation, governed by Article 1256(2), and from the preservation of the contractual bond, which Article 1455 addresses through its selective function. The French tradition, the Italian Civil Code of 1865, the draft commercial codes and the preparatory materials of the Civil Code currently in force show that termination for non-performance historically developed as a technique for assessing the tolerability of delay. In such cases, termination need not rest on liability. It may mark the point at which a contract that can still be performed should no longer be preserved, because keeping it alive would place on the creditor a timing risk not assumed under the contract.
In corso di stampa
Il ritardo non imputabile nei contratti a prestazioni corrispettive mette in crisi l’alternativa tra inadempimento imputabile e impossibilità sopravvenuta. La prestazione tardiva può restare possibile e conservare utilità; il tempo dell’adempimento, tuttavia, è ormai perduto e l’attesa può incidere sull’economia concreta dello scambio. Il problema va allora scomposto distinguendo il piano della responsabilità, governato dall’art. 1218 cod. civ., quello della permanenza dell’obbligazione, regolato dall’art. 1256, comma II, cod. civ., e quello della conservazione del vincolo sinallagmatico, affidato alla funzione selettiva dell’art. 1455 cod. civ. L’analisi della tradizione francese, del codice civile del 1865, dei progetti commerciali e dei lavori preparatori del codice vigente mostra che la risoluzione per inadempimento si è storicamente formata come tecnica di controllo della tollerabilità dell’attesa. A fronte di un ritardo non imputabile, la risoluzione non presuppone necessariamente la responsabilità del debitore: può operare come limite alla conservazione di un contratto ancora attuabile quando la protrazione del vincolo trasferisca sul creditore un rischio temporale estraneo all’operazione programmata.
Delay not attributable to the debtor - temporary impossibility - termination for non-performance - Article 1455 of the Italian Civil Code - timing risk.
Ritardo non imputabile - impossibilità temporanea - risoluzione per inadempimento - art. 1455 cod. civ. - rischio temporale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11584/493648
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