Il contributo indaga la complessa dialettica tra gli obiettivi della decarbonizzazione e la salvaguardia del paesaggio, focalizzandosi sul ruolo dell’amministrazione “imparziale” nel governo della transizione energetica. Assumendo il territorio sardo – investito da una pressione insediativa di impianti FER senza precedenti – quale archetipo di tale tensione, si propone un approccio precauzionale “bidirezionale” che, richiamando le riflessioni dottrinali sui rischi sostitutivi derivanti dall’applicazione rigida del PP, bilanci le istanze climatiche con le criticità del gigantismo industriale. In tale cornice, attraverso le lenti della geografia antropica di Le Lannou e la tesi di Nino Longobardi sulla separazione tra politica e amministrazione, il lavoro critica la sentenza n. 184/2025 della Corte costituzionale e la tendenza a elevare la transizione a “diritto tiranno” a scapito dell’identità territoriale. Il saggio conclude sostenendo la necessità di un modello di giustizia climatica basato sulla pianificazione partecipata e sulle Comunità Energetiche, unici strumenti capaci di conciliare la decarbonizzazione con l’integrità culturale dei luoghi.
Amministrazione, transizione energetica e principio di precauzione: le garanzie costituzionali alla prova dell'emergenza climatica
Stefania Puddu
2026-01-01
Abstract
Il contributo indaga la complessa dialettica tra gli obiettivi della decarbonizzazione e la salvaguardia del paesaggio, focalizzandosi sul ruolo dell’amministrazione “imparziale” nel governo della transizione energetica. Assumendo il territorio sardo – investito da una pressione insediativa di impianti FER senza precedenti – quale archetipo di tale tensione, si propone un approccio precauzionale “bidirezionale” che, richiamando le riflessioni dottrinali sui rischi sostitutivi derivanti dall’applicazione rigida del PP, bilanci le istanze climatiche con le criticità del gigantismo industriale. In tale cornice, attraverso le lenti della geografia antropica di Le Lannou e la tesi di Nino Longobardi sulla separazione tra politica e amministrazione, il lavoro critica la sentenza n. 184/2025 della Corte costituzionale e la tendenza a elevare la transizione a “diritto tiranno” a scapito dell’identità territoriale. Il saggio conclude sostenendo la necessità di un modello di giustizia climatica basato sulla pianificazione partecipata e sulle Comunità Energetiche, unici strumenti capaci di conciliare la decarbonizzazione con l’integrità culturale dei luoghi.| File | Dimensione | Formato | |
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