La recente approvazione della legge Del Rio (L. 56/2014), avvenuta dopo un tormentato percorso durato oltre vent’anni, induce a riflettere sulla nuova architettura istituzionale delle Città Metropolitane. Appaiono evidenti le difficoltà, le incertezze e le domande (ancora aperte) sulle competenze assegnate ai diversi livelli di governo nel rispetto dei principi di sussidiarietà e di valorizzazione delle autonomie locali. Sulla base di questi presupposti, il paper tratta dapprima l’excursus evolutivo che ha portato all’istituzione di un organismo di governo metropolitano (nel caso sardo costituito dall’area vasta di Cagliari). Poi ci si sofferma sulle potenzialità strategiche rivestite da questa istituzione e sulla interdipendenza e complementarità dei territori, i quali prescindono dal rigidi confini amministrativi e - per evitare di ritrovare vecchie istituzioni con un nuovo nome - hanno bisogno di sviluppare “un metodo” in grado di attivare forme di azione coordinata utili anche agli "altri" ambiti regionali.

Città metropolitane e Città diffuse: un nuovo assetto per la Sardegna

GARAU, CHIARA
2014-01-01

Abstract

La recente approvazione della legge Del Rio (L. 56/2014), avvenuta dopo un tormentato percorso durato oltre vent’anni, induce a riflettere sulla nuova architettura istituzionale delle Città Metropolitane. Appaiono evidenti le difficoltà, le incertezze e le domande (ancora aperte) sulle competenze assegnate ai diversi livelli di governo nel rispetto dei principi di sussidiarietà e di valorizzazione delle autonomie locali. Sulla base di questi presupposti, il paper tratta dapprima l’excursus evolutivo che ha portato all’istituzione di un organismo di governo metropolitano (nel caso sardo costituito dall’area vasta di Cagliari). Poi ci si sofferma sulle potenzialità strategiche rivestite da questa istituzione e sulla interdipendenza e complementarità dei territori, i quali prescindono dal rigidi confini amministrativi e - per evitare di ritrovare vecchie istituzioni con un nuovo nome - hanno bisogno di sviluppare “un metodo” in grado di attivare forme di azione coordinata utili anche agli "altri" ambiti regionali.
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