The most extensive Montale’s collection of poetry, La bufera e altro, consists of seven sections which were added along the time to the first collection of 1943, Finisterre: perspective plans and thematic convergences have bound the different parts of the final collection, which was recognized by Montale as the better one of his own. The first plan is represented by the political engagement generated in respect of the war, a cosmic and private war; and at the same time, the representation of the time, in the immobility of the myth, and the fleetingness of a flash; the religiosity of life; the continuum between life and death, an endless dialogue between the living and the dead; the figure of Clizia like an angel, or a missionary, who crosses all the collection, and lot more. Words and linguistic forms, as the harmonics in the music, have weaved the entire collection.

La bufera e altro, la più estesa raccolta poetica montaliana, è composta di sette sezioni che si sono progressivamente aggiunte al nucleo originario di Finisterre del 1943: al suo interno piani prospettici e convergenze tematiche hanno legato le diverse componenti della raccolta finale, che fu definita da Montale come la sua migliore. Il primo piano prospettico è scaturito dall’aspettativa politica scattata nei confronti della guerra, cosmica e privata; e contestualmente, la rappresentazione del tempo, nella fissità del mito, e nella fugacità del lampo al magnesio; la religiosità della vita; il continuum della vita e della morte, in un dialogo imperituro tra vivi e morti; la figura di Clizia che percorre la raccolta come un angelo, o come una missionaria, e altro ancora. Parole e forme, come gli ‘armonici’ della musica, hanno accordato il tessuto linguistico della raccolta.

Piani prospettici e convergenze tematiche nella "Bufera e altro" di Eugenio Montale

Gabriella Macciocca
2026-01-01

Abstract

The most extensive Montale’s collection of poetry, La bufera e altro, consists of seven sections which were added along the time to the first collection of 1943, Finisterre: perspective plans and thematic convergences have bound the different parts of the final collection, which was recognized by Montale as the better one of his own. The first plan is represented by the political engagement generated in respect of the war, a cosmic and private war; and at the same time, the representation of the time, in the immobility of the myth, and the fleetingness of a flash; the religiosity of life; the continuum between life and death, an endless dialogue between the living and the dead; the figure of Clizia like an angel, or a missionary, who crosses all the collection, and lot more. Words and linguistic forms, as the harmonics in the music, have weaved the entire collection.
2026
La bufera e altro, la più estesa raccolta poetica montaliana, è composta di sette sezioni che si sono progressivamente aggiunte al nucleo originario di Finisterre del 1943: al suo interno piani prospettici e convergenze tematiche hanno legato le diverse componenti della raccolta finale, che fu definita da Montale come la sua migliore. Il primo piano prospettico è scaturito dall’aspettativa politica scattata nei confronti della guerra, cosmica e privata; e contestualmente, la rappresentazione del tempo, nella fissità del mito, e nella fugacità del lampo al magnesio; la religiosità della vita; il continuum della vita e della morte, in un dialogo imperituro tra vivi e morti; la figura di Clizia che percorre la raccolta come un angelo, o come una missionaria, e altro ancora. Parole e forme, come gli ‘armonici’ della musica, hanno accordato il tessuto linguistico della raccolta.
Eugenio Montale; La bufera e altro; Modernism; Poetic Language; Temporality; Lingua e stile di Eugenio Montale; La lingua italiana del Novecento; La bufera e altro di Eugenio Montale; Memoria; Tempo
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